La Libia chiude le frontiere all'Europa

La reazione, assicurano fonti governative, sarebbe dovuta al "bando" della Svizzera al leader Gheddafi. Molti stranieri già rimpatriati, tra cui tre italiani

Tripoli. La Libia ha sospeso la concessione di nuovi visti di ingresso ai cittadini dei paesi Schengen, nonché la validità dei visti già rilasciati, come "reazione" alla "lista nera" stilata dalla Svizzera con i nomi di 188 libici banditi dalla federazione elvetica. La Farnesina ha fatto sapere che intende muoversi affinché "si verifichi in sede Ue la correttezza della decisione svizzera". La Farnesina "sconsiglia" ai cittadini italiani tutti i viaggi verso la Libia a seguito delle "improvvise e non annunciate misure restrittive" adottate da Tripoli nei confronti dei cittadini degli stati Schengen in arrivo in Libia. Lo si legge in un 'avviso particolare' pubblicato oggi sul sito www.viaggiaresicuri.it curato dall'Unità di crisi del ministero degli Esteri.Il provvedimento libico è stato annunciato da un funzionario dell'aeroporto di Tripoli: "E' stata presa questa decisione: nessun visto agli europei, tranne ai britannici". In seguito al provvedimento, ieri sera una quarantina di italiani erano rimasti bloccati per ore all'aeroporto: tre sono stati rimpatriati, mentre la maggior parte è riuscita ad entrare. Attualmente ci sarebbero circa 20 connazionali ancora bloccati all'aeroporto. L'Italia vuole "verificare la correttezza della decisione svizzera" che ha spinto la Libia a sospendere il rilascio dei visti d'ingresso per i cittadini provenienti dall'area Schengen. Lo si apprende da fonti della Farnesina.

A quanto si apprende da fonti libiche, il provvedimento è una "ritorsione" alla misura presa da Berna nei confronti di Muhammar Gheddafi e di altri 187 libici, banditi dalla federazione elvetica. Secondo il quotidiano Oea, nei giorni scorsi "le autorità svizzere hanno preso la decisione di vietare a 188 personalità libiche l'ingresso nel paese”. Dall'arresto del figlio di Gheddafi, Hannibal, nel luglio del 2008, le relazioni tra Tripoli e Berna sono molto tese. Al fermo, anche se per poche ore, di Hannibal e della moglie con l'accusa di aver maltrattato due dipendenti di un albergo di Ginevra

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