Frane in Sicilia, solito copione

Piove e la Sicilia affoga. Alluvioni, frane allagamenti. Il copione è quello solito. La situazione più grave, tanto per cambiare, nel messinese dove sono ancora fresche le tracce dello smottamento che l'autunno scorso ha travolto Giampilieri. Stavolta l'allarme più grave arriva da San Fratello, paese alle pendici dei Nebrodi. A causa delle forti piogge che cadono da due giorni si è staccato un vasto fronte di terra dalla montagna: 500 case sono state evacuate, ma non ci sono feriti. Sul posto carabinieri, i vigili urbani e Protezione Civile. Sembra un bollettino di guerra più che il racconto di un acquazzone. Anche perché si registrano allagamenti anche nel nisseno e soprattutto a Gela, a Licata, lungo il corso del fiume Platani. Alcune abitazioni e molte automobili, sono state danneggiate. Per fortuna in nessun posto ci sono feriti. Bisogna capire se è solo fortuna. Alcuni torrenti in piena hanno travolto bestiame e sono ingenti i danni alle imprese agricole. La cronaca racconta di automobilisti bloccati sull'autostrada Palermo-Messina o sulla vecchia statale per Catania all'altezza di Leonforte. Nevica sull'Etna e forti disagi si registrano all'aeroporto di Punta Raisi anche per lo sciopero del personale di terra. Un bell'inverno lungo e molto freddo.

Ora non vogliamo richiamare in questa sede l'antico luogo comune sulle responsabilità del governo in caso di pioggia. Sappiamo benissimo che gli eventi atmosferici sono incontrollabili. Fino a sei mesi fa si parlava con certezza assoluta di un inesorabile processo di riscaldamento del clima a causa dell'attività umana. Oggi ci troviamo di fronte ad uno degli inverni peggiori degli ultimi settant'anni. Qualcuno già parla di una forma di glaciazione. Certamente esagerato non diversamente da quanti immaginavano il deserto nella Pianura Padana. Resta il fatto che a Milano ha già nevicato sette volte. Roma è stata imbiancata come non accadeva da un quarto di secolo (la nevicata del 2005 era stata una semplice spruzzatina). Tutto il meridione è allagato. Per il momento le situazioni peggiori si registrano proprio in Sicilia. Speriamo che la situazioni non peggiori e il sole torni a splendere. A quel punto, probabilmente, una ricerca più attenta delle responsabilità andrà fatta, anche se bisognerà tenere conto della situazione eccezionale. Però speriamo che domani mattina qualcosa si muova. Insieme al sereno dovrebbero anche iniziare analisi più attente sul territorio. A cominciare, per esempio, dalla messa in sicurezza del territorio di San Fratello e delle altre zone a rischio. Interventi del genere erano già stati promessi dopo la frana di Giampilieri. Evidentemente gli interventi non ci sono stati o non hanno avuto l'efficacia necessaria. Per questa volta non ci sono state vittime. La prossima potrebbe non andare altrettanto bene.

 

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