"Sciascia, Camilleri e Tomasi di Lampedusa? Portano sfiga"

A dirlo è l'assessore regionale alla Formazione Mario Centorrino: "Non leggiamoli più per un po', sono una sorta di 'sfiga' nei confronti della Sicilia. Ci vuole ottimismo"

Siracusa. "Le ideologie sono ormai superate. Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa. Non leggiamo più per un po' Camilleri, Tomasi di Lampedusa o Sciascia perché sono una sorta di 'sfiga' nei confronti della Sicilia. Ci vuole ottimismo". L'ha detto a Siracusa, intervenendo agli Stati generali dell'autonomia, l'assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino, economista e professore dell'università di Messina.  Sul nuovo protagonismo del territorio, anche nelle dinamiche relative alle grandi vertenze del lavoro, Centorrino ha spiegato che "la questione del futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, ad esempio, oggi la sta trattando il presidente Lombardo, nel senso di livello istituzionale territoriale - ha detto -. Pensate che grande differenza rispetto a dieci anni fa, quando una simile vicenda l'avrebbe trattata un ministro del governo nazionale. Ciò significa che si sta sostituendo una rappresentanza territoriale a una rappresentanza politica con la quale abbiamo perso contatti e che non ci dice più niente". "Non possiamo più colloquiare - ha aggiunto - perché la legge elettorale ha prodotto deputati che una volta eletti non mostrano attenzione verso il territorio del quale dovrebbero essere espressione"

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