Processi di mafia a rischio, arriva il decreto del governo

Approvato all’unanimità il ddl Alfano per evitare la scarcerazione dei boss dopo la recente sentenza della Cassazione

Roma. Via libera all'unanimità del Consiglio dei ministri al decreto legge presentato da ministro della Giustizia Angelino Alfano per evitare la scarcerazione di boss e mafiosi a seguito della recente sentenza della Cassazione che ha attribuito alle Corti di Assise, anziché ai Tribunali, la competenza a giudicarli in caso di reati pluriaggravati. Lo riferiscono fonti di governo.
l problema ruota attorno a un effetto “paradosso” - il rischio di scarcerazione di boss mafiosi - prodotto dalla legge “ex Cirielli” che nel 2005 ha inasprito le pene per capimafia, promotori, affiliati e concorrenti di associazioni mafiose "armate". Con le aggravanti le pene possono arrivare a 30 anni e dunque - come ha stabilito nei giorni scorsi la Cassazione - la competenza spetta alle Corti di Assise anziché ai Tribunali. Con questo decreto il ministro Alfano fa passare una sorta di 'sanatoria' per rimediare a quello che definisce l"altrui errore", commesso da magistrati che in cinque anni non si sarebbero accorti che i processi per associazione a delinquere aggravata dovevano essere inviati in Corte d'assise e non in Tribunale.

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