Palermo, l'Amia: "Nessun inquinamento da parte nostra"

Lo ha dichiarato questa mattina, in diretta ai microfoni di Ditelo a Rgs, Gaetano Lo Cicero, commissario liquidatore, parlando dell’indagine avviata dalla Procura di Palermo sul reale stato di smaltimento del percolato che si è accumulato nella discarica di Bellolampo

“Stiamo facendo il massimo anche dal punto di vista dell'inquinamento. Teniamo sotto controllo i pozzi e non ci risulta alcun inquinamento di questo genere. Ci confronteremo con la Procura per vedere gli elementi che hanno in mano”. Lo ha dichiarato questa mattina, in diretta ai microfoni di Ditelo a Rgs, il commissario liquidatore dell’Amia Gaetano Lo Cicero, parlando dell’indagine avviata dalla Procura di Palermo sul reale stato di smaltimento del percolato che si è accumulato nella discarica di Bellolampo. Proprio ieri, infatti, in occasione di una conferenza stampa consuntiva del lavoro svolto dall’ex municipalizzata nel corso del 2009, Lo Cicero aveva dichiarato che, a causa delle forti  piogge che si sono abbattute sulla città da ottobre ad ora e dell’incapacità del sistema di pompaggio di drenare le acque bianche che hanno invaso la discarica, “le quantità di percolato che si sono prodotte sono state notevoli e superiori alla media” e hanno causato la formazione di “un lago di 2 mila e 500 metri cubi che si ha difficoltà a prosciugare” ha detto. Una situazione, questa, che ha portato i pm titolari del fascicolo, Gery Ferrara e Maria Teresa Maligno, ad ipotizzare i reati di disastro colposo, gestione non autorizzata di rifiuti speciali e traffico di rifiuti e a cui lo stesso commissario liquidatore dell’azienda ha risposto questa mattina in diretta ai microfoni della trasmissione radiofonica Ditelo a Rgs:  Intanto, un pool di consulenti nominati dai magistrati ha raccolto e sta esaminando dei campioni della sostanza anche per accertare se esista realmente un rischio di inquinamento per le falde acquifere. La discarica di Bellolampo, grazie a delle convenzioni, conferisce a tre impianti esterni di recepimento – quelli dell’Amap, di Carini e di Gioia Tauro - circa 800 tonnellate al giorno, il resto del percolato prodotto, al momento, viene rilasciato sul suolo o si accumula sui rifiuti. Al centro dell’indagine condotta dalla Procura di Palermo, insieme al commissario liquidatore dell'Amia Gaetano Lo Cicero, sono finite anche altre 5 persone tra cui i funzionari dell'Amia Aldo Serraino e Giovanni Gucciardo che si  sono alternati nella gestione del sito. Si valutano, inoltre, eventuali responsabilità  da parte dell'amministrazione comunale.

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