Omicidi eccellenti nell’Ennese, ergastoli per Riina e altri tre

I delitti avvenuti fra gli anni '80 e '90, nell'ambito della seconda guerra di mafia scatenata dall'ala corleonese per imporre il suo predominio nell'organizzazione

Enna. Nel corso della nottata i carabinieri hanno eseguito misure cautelari in carcere nei confronti di Salvatore Riina, Giuseppe Madonia, rappresentante della provincia mafiosa di Caltanissetta, Gaetano Leonardo, a capo dei clan nella provincia di Enna, Giacomo Sollami, uomo d'onore di Villarosa (En). Tutti, tranne quest'ultimo, sono stati raggiunti in carcere dall'ordinanza emessa, su richiesta della Dda di Caltanissetta, dalla corte d'assise nissena.
Gli omicidi per i quali sono stati condannati sono avvenuti nell'Ennese fra gli anni '80 e '90, nell'ambito della seconda guerra di mafia scatenata dall'ala corleonese per imporre il suo predominio nell'organizzazione mafiosa.
I quattro avrebbero deciso la morte di Giovanni Mungiovino, legato all'ala moderata di Cosa nostra, guidata da Badalamenti-Inzerillo-Bontate, ucciso a colpi d'arma da fuoco a Enna il 9 agosto 1983; Giuseppe Cammarata, scomparso il 9 maggio '89 e sospettato di avere organizzato un progetto per uccidere Madonia, sospetti ricaduti anche su Francesco Seggio e il figlio Mariano, scomparsi a Valguarnera Caropepe (En) il 12 aprile '90; Salvatore Saitta, rappresentante dei clan dell'Ennese, ucciso il 25 giugno '92 per vendicare la morte di Liborio Miccichè, uomo d'onore della famiglia di Enna, legato a Giuseppe Madonia.
Il processo è scaturito da indagini, seguite alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, sugli assetti di Cosa nostra a Caltanissetta ed Enna.

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