Fiat, Marchionne: "Chiude solo la fabbrica di Termini"

L'amministratore delegato del Lingotto assicura che cesserà la produzione solo in Sicilia, mentre non c'è alcun rischio nel resto d'Italia. Intanto Scajola annuncia che a giorni metterà a disposizione a futuri acquirenti lo stabilimento

Torino. E' pace tra Fiat e governo, che concordano sulla decisione di non rinnovare gli incentivi per l'auto, anche se il mancato rinnovo dei bonus vuol dire per il mercato italiano 350.000 vetture in meno. Per il Lingotto vuol dire anche più cassa integrazione, ma "nessun altro stabilimento chiuderà oltre a Termini Imerese", assicura l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne. E al ministro Claudio Scajola annuncia che nei prossimi giorni metterà a disposizione dei futuri acquirenti il sito siciliano.  All'Unione Industriale di Torino, dove la leader degli imprenditori italiani, Emma Marcegaglia, dà il via alle celebrazioni del centenario di Confindustria, è presente tutto il vertice della casa torinese: oltre a Marchionne, che domani firmerà l'accordo con il gruppo russo Sollers (una joint venture da 2,4 miliardi, che produrrà fino a 500 mila vetture all'anno, come riferisce Bloomberg citando una nota del Governo russo), presenti anche il presidente Luca Cordero di Montezemolo e il vicepresidente John Elkann. Tutti e tre sottolineano che "l'importante era decidere in fretta" e tutti dicono di condividere la mossa del governo. "Capiamo le ragioni", dice Marchionne. E' d'accordo anche Marcegaglia: "E' una scelta - osserva - che viene incontro a esigenze espresse dal sistema Confindustria. E' giusto investire sull'innovazione e sulla ricerca e su settori che hanno bisogno di un sostegno".  "Gli incentivi sono una droga del mercato e lo destabilizzano, bisogna ritornare alla normalità perché rinviare questa scelta fermerebbe i consumi e ci sarebbero conseguenze gravi nel 2011 ma anche nel secondo semestre 2010", spiega Scajola che apprezza il giudizio positivo dell'a.d. Fiat e ribadisce di avere lavorato "in stretto contatto con Marchionne e Montezemolo". "Le risorse sono limitate - osserva - e le dedicheremo ad altri settori che soffrono la crisi e hanno bisogno di una spinta". Il ministro dello Sviluppo Economico sottolinea che il governo ritiene la Fiat "patrimonio fondamentale di questo Paese di cui andare sicuramente fieri". Poi aggiunge tornando sul tema oggetto di polemiche nei giorni scorsi: "é un pilastro del nostro sistema industriale, merito della sua capacità di innovare il prodotto ma anche della considerazione e dell'appoggio che ha sempre avuto dai governi di questa repubblica".  Sulle prospettive dello stabilimento di Termini Imerese, Scajola ribadisce che il governo vuole che resti un polo industriale. Marchionne, che riceverà dagli operai siciliani cinquemila cartoline con una vignetta del disegnatore umorista Sergio Staino, chiarisce: "Stiamo lavorando con tutte le istituzioni per trovare una soluzione. Non abbiamo chiuso le porte a nessuno, ma non ho ancora visto niente". La presidente di Confindustria non ha alcun dubbio, "l'azienda si farà carico per prima del problema termini Imerese e lavorerà per risolverlo. Non si possono bloccare le ristrutturazioni e le riconversioni".

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