L'Amia tira le somme, Lo Cicero: siamo fuori dal tunnel

L'azienda chiude il bilancio 2009 con un totale attivo effettivo di 201 milioni di euro. Il presidente: "Finora la società aveva sempre chiuso i conti in rosso"

Palermo. L’Amia chiude il bilancio 2009 con un totale attivo effettivo di 201 milioni di euro, contro i 242 milioni stimati del 2008. Numeri positivi per l’azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in città e che sembra essere finalmente “uscita dal tunnel di una società che fino ad ora ha sempre chiuso i suoi conti in rosso” ha dichiarato questa mattina Gaetano Lo Cicero, presidente dell’ex municipalizzata. E le cifre parlano chiaro: in un periodo compreso tra il 31 dicembre 2008 e il 31 dicembre 2009, infatti, i crediti sono aumentati da 191 a 142 milioni di euro – con il Comune del capoluogo siciliano che ha estinto quasi completamente il suo debito, mentre rimangono in sospeso i soldi dovuti all’azienda dai comuni interessati dalla riforma Ato – e il patrimonio immobiliare è salito da 26 a 45 milioni di euro grazie anche all’incorporazione di Amia Servizi. Di contro, i debiti verso le banche sono scesi da 60 a 30 milioni, quelli verso i fornitori da 67 a 44, i generici da 45 a 33, quelli tributari da 41 a 21 e, infine, quelli verso gli istituti previdenziali da 6 a 3,5 milioni di euro. Costi ridotti anche nel caso delle materia prime, che passano da 7,9 a 6,8 milioni, dei servizi che scendono da 40 a 31 (questa spesa include anche il costo di Amiaessemme pari a 26 milioni di euro) e del personale che passa dagli 82.800 euro del 2008 ai 77.800 del 2009. Il bilancio dell’Amia prevede, inoltre, gli oneri di gestione dimezzati da 16 a 8 milioni di euro, un abbattimento dei costi di produzione da 193 a 134 mila euro e una perdita di esercizio di soli 11 milioni di euro. “Per il futuro – ha concluso Gaetano Lo Cicero – prevediamo di ridurre gli oneri di gestione di un ulteriore 80 percento e di avere 2 milioni in più di capitale. L’utile per le previsioni del 2010 è stimato ad un milione di euro”.

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