Da Melilli a Middletown, gli emigrati diventano sindaci

Il primo melillese arrivò nella cittadina del Connecticut nel 1895. Esportate tradizioni e la festa di San Sebastiano

Palermo. È Angelo Magnano il primo melillese che nel 1895 si stabilì a Middletown, la cittadina del Connecticut, dove poche ore fa si è verificata una terribile esplosione nella centrale elettrica. A Middletown, che significa città di mezzo, vivono migliaia di emigrati di Melilli (cittadina a 22 chilometri da Siracusa), che l’hanno eletta a loro seconda patria, e dove sono state trasferite le usanze e tradizioni del paese siciliano, così come si legge sul sito ufficiale del Comune di Melilli.
Fu a partire dal 1653 che la cittadina del Connecticut ha conosciuto uno sviluppo costante, tanto da diventare la principale città commerciale, dove sorsero molte industrie che diedero lavoro anche a migliaia di emigrati melillesi che, per scampare alla povertà di quegli anni in Sicilia, abbandonarono il loro paese per trasferirsi nella cittadina d’oltreoceano. E dopo l’arrivo di Angelo Magnano, partirono per gli Stati Uniti anche suo fratello Vincenzo e Luigi Annino. In pochi anni, così, a Middletown, nacque un quartiere denominato “Little Melilli”. Fra le comunità Middletown  e Melilli si instaurarono rapporti fraterni, che si sono sempre più rinsaldati attraverso comuni vincoli culturali, storici, religiosi e familiari. I siciliani di Middletown della seconda e terza generazione, hanno occupato anche posti rilevanti nella società statunitense. Alcuni figli di emigrati hanno ricoperto anche la carica di Major (sindaco) della cittadina americana. Nel 1979, durante la visita a Middletown dell’allora sindaco di Melilli, Antonino Musumeci, il consiglio comunale della cittadina americana deliberò di proclamare il gemellaggio fra le due città.
Ma i cittadini originari della Sicilia continuarono, sin dall’inizio della loro permanenza lì, le loro tradizioni. Nel 1905 fu fondata la società di mutuo soccorso “Giuseppe Garibaldi”, per riunire gli italiani e gli italo-americani per il loro benessere sociale, propagare la lingua e la cultura italiana e assicurare il mutuo soccorso ai membri in caso di malattia e i funerali in caso di morte.  Ma la società “Garibaldi” non fu l’unica a sorgere in quegli anni nel Connecticut. A Middletown nacque anche “Figli d’Italia”, con simili obiettivi.
I melillesi, avendo scelto di fare di Middletown la loro città, non potevano però rinunciare alle loro tradizioni e alle loro feste. Fu così che venne istituita nel 1921, la “Festa di San Sebastiano”. L’iniziativa fu di  un gruppo di emigrati che si riuniva la sera a Court Street, nel negozio della famiglia Marino. La festa era organizzata sulla falsa riga di quella che si svolgeva nel paese d’origine. La statua del santo, alta circa un metro, fu scolpita in gesso da Sebastiano Marchese, scalpellino autodidatta. L’aspetto religioso della festa fu affidato al pastore della chiesa di Saint John, da dove aveva inizio la processione, che, dopo aver attraversato diverse vie, si concludeva presso il negozio della famiglia Marino, dove veniva celebrata la messa. Nel 1927 i melillesi emigrati raccolsero anche i fondi per fare costruire una chiesa, dedicata proprio a San Sebastiano. E anche in quell’occasione si avvicinarono il più possibile alla realtà siracusana, realizzando la chiesa ricalcando in qualche modo le linee architettoniche della basilica di Melilli. Ancora oggi i festeggiamenti in onore di san Sebastiano durano tre giorni e si concludono a mezzanotte della domenica.

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