Guidolin: "Zamparini? Sempre accontentato"

L'ex allenatore rosanero torna per la prima volta da avversario al Barbera: "A Palermo ho vissuto anni meravigliosi"

Palermo. Da Palermo a Parma il suo obiettivo è sempre stato accontentare le esigenti richieste dei suoi presidenti. Stiamo parlando di Francesco Guidolin, oggi allenatore dei ducali, ma con un passato impossibile da dimenticare sulla panchina del Palermo. Un passato bello, ma spesso travagliato. Lo storico ritorno in serie A dopo trentuno anni e una sorprendente qualificazione in Coppa Uefa al primo anno nella serie maggiore, dopo la promozione, grazie al sesto posto conquistato a fine campionato. Più una qualificazione sfiorata in Champions League, nella stagione 2006 – 2007, quando il Palermo terminò quinto. Ma anche un rapporto di amore e odio con il presidente Zamparini, fatto di attestati di stima, di esoneri e ritorni, fino all’addio definitivo nella stagione 2007 – 2008, quando subentrò in corsa a Stefano Colantuono. L’esperienza di Palermo, comunque, la porterà sempre nel cuore, come lui stesso afferma a Gds.it. E sabato sarà il momento del suo ritorno a Palermo. La prima volta da ex allo stadio Barbera.

Mister, quali sono le sue emozioni?
«Sarà una vigilia dalle forti emozioni per me. Questo perché a Palermo ho trascorso degli anni meravigliosi, non solo per i risultati, ma anche per la gente calorosa e affettuosa che ho avuto il piacere di conoscere in Sicilia».

Ci sono giocatori del Palermo che la stanno impressionando durante questa stagione?
«Molti giocatori li conosco, perché li ho allenati, dunque l’ottimo rendimento di alcuni di loro non mi sorprende. C’è da dire che il Palermo è una squadra molto forte nel suo complesso».

Un parere, invece, sui giovani gioielli rosanero, come Kjaer e Pastore?
«Sono ragazzi interessanti che dimostrano la bontà delle strategie di mercato della società. Oltre a Kjaer e Pastore, comunque, aggiungerei anche Hernandez».

Quali differenze ci sono tra Zamparini e il suo attuale presidente Ghirardi?
«Più che pensare ai presidenti e al loro modo di essere, penso a quello che mi chiedono di ottenere, e io, poi, cerco di rispondere con i fatti. Ad esempio Zamparini, quando sono arrivato a Palermo, mi ha chiesto la promozione in A e l’anno successivo di fare un campionato tranquillo. Prima ho vinto il campionato di serie B e poi ho centrato la qualificazione in Coppa Uefa. Per il resto posso dire che entrambi i presidenti sono molto competenti di calcio».

E le differenze tra Palermo e Parma?
«Vivere a Parma è come vivere a casa mia. È una città del nord e, dunque, quelli che sono i tempi, le abitudini e i modi di fare della gente non sono una novità per me. Queste stesse cose sono state ,invece, una continua sorpresa a Palermo, dove mi ha colpito in positivo soprattutto il modo di rapportarsi della gente».

Mister, com’è stata la stagione del suo Parma fino a questo momento, e quali sono gli obiettivi da qui alla fine?
«All’inizio siamo stati un po’ sovradimensionati per un’ottima classifica che comunque meritavamo. Da un po’ di tempo ci manca qualche risultato e quindi dobbiamo riprendere al più presto la strada che avevamo percorso a inizio stagione. L’obiettivo finale rimane comunque una salvezza tranquilla».

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