“Salvailmuseo”, ecco il dossier di Legambiente

Palermo. Una “denuncia” con finalità propositive, un dibattito per trovare nuove soluzioni. Così si è aperto l’incontro proposto da Legambiente al Villino Florio di Palermo, sul tema del sistema de musei siciliani e sulle carenze di cui soffre.
Gianfranco Zanna, responsabile per i beni culturali di Legambiente mette sul piatto riflessioni, proposte, segnala mancanze e presunte carenze. Il quadro è quello di una Sicilia che non riesce a valorizzare a pieno il proprio patrimonio culturale, che disperde in parte le poche risorse, lasciando che si perdano opportunità, non valorizzando né il contenitore né il suo contenuto.
Il dossier propone un elenco di musei “irrisolti” per motivi diversi tra loro, tutti causa di una mancata efficienza, musei non solo regionali ma anche civici, tra questi la Gipsoteca di Caltanissetta, il Museo Civico di Gibellina, il Museo del Satiro danzante a Mazara del Vallo, l’Antiquarium di Monte Jato, il Baglio Florio a Selinunte. Sedi oggetto di opere di adeguamento iniziate ma insufficienti, di fatto musei non pienamente fruibili.
Zanna parla di politiche dell’attenzione, propone un Osservatorio di monitoraggio, una distribuzione ‘virtuosa’ delle risorse. Interviene a tal proposito Luca Baldin, di Icom, definendo in questo senso la principale mission del museo, spesso dimenticata, ovvero museo non come luogo oggetto di azione, bensì ‘istituto’, cioè soggetto di azione. Qualunque sia la titolarità giuridica del bene, esso va valorizzato in quanto istituzione al servizio della società e del suo sviluppo. Baldin sottolinea che la Sicilia pur essendo regione a statuto speciale e non ordinario, e dunque beneficiando della possibilità di porre in diretta sinergia sviluppo e tutela dei beni, non attiva una revisione normativa ad esempio mediante un semplice meccanismo di accreditamento dei musei sulla base degli standard offerti. L’Icom pone parametri sulle competenze del personale, sulla bontà dell’offerta formativa, sulle economie di scala. Il Museo come infrastruttura territoriale.
Vincenzo Abbate, pone una questione centrale per  il rafforzamento dei musei: il rigore della programmazione. Basilare e logico strumento di valorizzazione, di continuità e di non dispersione.
A.P.

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