Ciclismo, Di Luca squalificato per due anni: "Pronto al ricorso"

Il corridore: "Ora aspettiamo le motivazioni. Non ho assunto alcuna sostanza, c'è ancora da lottare"

"Non finisce qui, c'é ancora da lottare e io vado avanti. Adesso faremo ricorso al Tas". Così Danilo Di Luca, ha commentato la squalifica di due anni comminata dal Tribunale Nazionale Antidoping presieduto dal presidente Francesco Plotino. Al corridore abruzzese è stata tolta l'aggravante, che ha portato alla riduzione di un anno rispetto ai tre chiesti dalla Procura Antidoping.
"Per adesso abbiamo solo il dispositivo - ha aggiunto Di Luca - Ora aspettiamo le motivazioni. Posso solo ribadire che io non ho assunto alcuna sostanza e che non mi aspettavo questa squalifica. Resto ottimista e confido molto nel Tas. Comunque vada, anche se dovessero confermare i due anni, io non lascerò il ciclismo. Ma sono sicuro di tornare prima dei due anni".
   Oltre alla squalifica, che scadrà il 21 luglio del 2011 (la decorrenza parte dalla sospensione scattata dal 22 luglio 2009), il corridore abruzzese, su indicazione dell'Uci, è stato condannato al pagamento di una sanzione economica di 280 mila euro, e al risarcimento delle spese per le analisi e le controanalisi che hanno accertato la positività al Cera (2.040 euro). "Noi crediamo nell'innocenza del nostro assistito - ha spiegato l'avvocato De Toni - Per questo motivo siamo pronti ad impugnare la sentenza e a fare ricorso al Tas: la verità va ripristinata. Noi contestiamo non solo il metodo utilizzato dal laboratorio di Chatenay Malabry, ma anche le procedure. Ora chiederemo al Tas di anticipare l'udienza, perché la speranza é che il tribunale di Losanna possa ribaltare questa squalifica e permettere a Di Luca di tornare a correre già quest'anno".

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