Nucleare, scelta obsoleta

Il no al nucleare del 2010 è diverso da quello degli anni Ottanta, dominato dallo spettro di un incidente catastrofico. Le centrali di oggi sono meno pericolose, anche se l'Agenzia atomica francese ha criticato i sistemi di sicurezza del reattore Epr che si vorrebbe installare in Italia. Il fatto è che il nucleare consoliderebbe un costoso sistema centralizzato di produzione dell'energia, proprio mentre l'esplosione della «green economy» mette a disposizione tecnologie pulite, decentrate, sempre più economiche. Questa è la ragione per cui il «rinascimento nucleare» è già appassito, mentre si può con ragione parlare di un «rinascimento solare». Sui costi occorre fare chiarezza. Il nucleare esistente, realizzato con incentivi più o meno palesi, produce elettricità a buon mercato perché l'investimento iniziale è stato ammortizzato. Altra cosa è costruire nuovi reattori. Secondo uno studio del prestigioso Mit i costi sono raddoppiati negli ultimi 5 anni. Il reattore Epr in realizzazione in Finlandia è in ritardo di tre anni e il preventivo è aumentato dell'80% portandosi a 5,5 miliardi di euro (quasi quanto il Ponte sullo Stretto..). Questo è il motivo per cui, per tentare di far ripartire il nucleare bloccato da 25 anni negli Usa, Bush aveva stanziato importanti incentivi. Del resto, la Corte dei Conti inglese la scorsa settimana ha ipotizzato un intervento economico del governo nella sostituzione delle vecchie centrali nucleari. Il rischio concreto per l'Italia quindi è di trovarsi nella bolletta elettrica un aumento relativo al nucleare. Il vero rinascimento è invece quello delle rinnovabili, con investimenti annui che nel mondo hanno raggiunto i 155 miliardi di dollari. Il vento ha fornito il 42% della potenza delle nuove centrali Usa nel 2008, mentre in Germania sono 280.000 i posti di lavoro attivati nelle rinnovabili. La Sicilia deve cogliere queste opportunità creando una forte rete di industrie verdi, anche alla luce dei futuri enormi investimenti solari nel Mediterraneo, e bocciare invece scelte perdenti di impianti atomici e cimiteri di scorie nucleari.
* Direttore scientifico Kyoto Club

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