Rimonta rosanero a metà: poker del Bari

Gli uomini di Rossi subiscono due reti nei primi sette minuti. Poi reagiscono bene e raggiungono i pugliesi con una perla di Pastore ma cedono dopo l'ingenua espulsione di Liverani

Palermo. Nel trotto per equilibrare le corse con cavalli di categoria diversa, i più forti partono venti, quaranta metri indietro rispetto agli avversari. Una volta recuperato l’handicap però i purosangue non si lasciano più prendere e vanno a tagliare il traguardo senza esitazioni. Il Palermo non è più forte del Bari o perlomeno lo è solo a tratti. Non sente lo starter e rimane fermo per sette minuti. Poi si sveglia, domina l’avversario e lo raggiunge. Ma quando deve lasciarlo in scia si perde, come un cavallo che perde il passo e rompe improvvisamente, dando il via libera ai galletti.
I pugliesi iniziano fortissimo trascinati da uno scatenato Alvarez che imperversa sulla fascia destra. Al '4, i padroni di casa passano con un grandissimo gol di Bonucci. Il difensore, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, mette all'incrocio dei pali  con una girata da centravanti di razza. Il Palermo incassa e non si scuote. Passano pochi secondi e Liverani commette un grave errore a centrocampo, Alvarez fugge verso la porta e una volta entrato in area giustizia Sirigu con un preciso interno destro. Sembra il principio di una partita a senso unico con gli uomini di Rossi fermi a incassare le scorribande dei velocissimi Alvarez e Barreto. La rincorsa parte con Miccoli che al 12’ calcia con rabbia una punizione dai venti metri che si stampa sulla traversa. Il Palermo prende coraggio, non è pericoloso, ma guadagna metri. Così al 28’ arriva il gol che riapre le sorti dell’incontro: Pastore con un ottimo suggerimento innesca Balzaretti sulla sinistra, assist perfetto del terzino per Cavani che da due passi mette dentro in spaccata. Il Palermo è vivo, ma pure il Bari. Tre minuti dopo la rete del 2-1, triangolazione perfetta Barreto-Alvarez con l’honduregno che conclude sull’esterno della rete. Sempre l’esterno destro (migliore in campo dei pugliesi) al 34’ si fa cogliere in fuorigioco. L’assist per il gol di Castillo è inutile. E Migliaccio, invece, nel finale della prima frazione a sfiorare il 2-2 con un gran colpo di testa che esce di pochissimo sopra la traversa.
La ripresa inizia come era finito il primo tempo. Con Miccoli e compagni a cercare il pari e il Bari in contropiede che prova a chiudere la pratica. Sono i rosanero a centrare l’obiettivo. All’ottavo Pastore ubriaca Gazzi con una serie di finte e un colpo di tacco e lascia partire un sinistro a giro che si infila nel sette. Il primo gol del Flaco in serie A è una perla. La gioia dura poco. Il fattore negativo è ancora rappresentato da Liverani che per un fallaccio inutile a centrocampo si fa ammonire per la seconda volta e va a fare la doccia. Gli effetti nocivi dell’inferiorità numerica si manifestano cinque minuti dopo. Andrea Masiello viene atterrato ingenuamente da Melinte, entrato al posto di Balzaretti e l’arbitro concede il penalty. Va Barreto, Sirigu intuisce, ma il tiro è troppo angolato. Rossi, come un driver, cerca di riprendere il cavallo. Fa entrare Hernandez al posto di Miccoli e Simplicio per Migliaccio. Non serve. La corsa rosanero si ferma definitivamente al 40’. Gemma di Barreto che con un tacco serve Koman, l’ungherese batte Sirigu. Il poker è servito, il cavallo si è fermato a metà pista.

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