La Cei ai mafiosi: convertitevi, chi delinque è fuori dalla Chiesa

I vescovi: l'invito è a cambiare, la prima parola che viene da Gesù è a cambiare vita

Roma. "L'atteggiamento della Chiesa verso i mafiosi è l'invito al ravvedimento e alla conversione". Il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, ha ribadito oggi la "condanna senza riserve nei confronti delle organizzazioni criminali e di chi ne fa parte", ricordando che "c'é una contraddizione insanabile tra l'appartenenza a queste organizzazioni e la comunione con la Chiesa".
Sulla scia del celebre appello di Giovanni Paolo II in Sicilia, il segretario della Cei ha ripetuto quindi l'invito dei vescovi ai mafiosi a "ravvedersi e a convertirsi". Questo si traduce - ha detto monsignor Crociata durante la conferenza stampa conclusiva del Consiglio episcopale permanente - "in un richiamo forte che vale per la coscienza di tutti e deve esprimersi anche attraverso il nostro comportamento pastorale".
"L'invito che viene dalla Chiesa è a cambiare - ha ripetuto -, la prima parola che viene da Gesù è a cambiare vita". "Quando noi pecchiamo, e in maniera così grave – ha spiegato - la comunione con la Chiesa è compromessa. E questo vale anche se non viene emessa una sanzione specifica, come la scomunica".

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