Fiat, le proposte per Termini Imerese

Torino. Con l'incontro di oggi al ministero dello Sviluppo Economico partirà il tavolo di confronto sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese. L'obiettivo è "approfondire le misure volte a garantire prospettive industriali e occupazionali al sito".
- LA FIAT. L'azienda ha ribadito che lo stabilimento, dove oggi lavorano 1.300 persone, chiuderà alla fine del 2011. Non é prevista infatti alcuna produzione sostitutiva a quella di auto. La scelta è stata motivata con la mancanza di competitività a causa di un indotto quasi inesistente, della carenza di infrastrutture e del costo eccessivo della produzione stimato 1.000 euro in più per vettura. L'azienda ha dato disponibilità a trattare con le istituzioni e le parti sociali per arrivare a una soluzione non traumatica per i lavoratori e a mettere a disposizione lo stabilimento a fronte di un progetto serio.

- IL GOVERNO. Il ministro Claudio Scajola vuole verificare innanzitutto se ci sono le condizioni perché la Fiat rimanga a Termini Imerese. Se così non fosse saranno valutate altre ipotesi, compito affidato a una task force tecnica, guidata da Giuseppe Tripoli. Per valutare la concretezza di queste proposte potrebbe essere nominato un advisor.

- I SINDACATI. Al tavolo saranno presenti sia i confederali sia i metalmeccanici. Tutti concordano nella richiesta che la Fiat resti a Termini Imerese e considerano poco plausibili le proposte di cui finora si è discusso.

- LE PROPOSTE. Un progetto è stato presentato dal finanziere siciliano Simone Cimino, presidente del fondo Cape Natixis, che vorrebbe rilevare, con l'indiana Reva, lo stabilimento per farne un centro di assemblaggio di vetture ecologiche di piccole dimensioni. Interessati ad acquisire la fabbrica sarebbero anche un fondo cinese e un'azienda lombarda di autobus elettrici. Si é parlato inoltre di un gruppo di soggetti interessati alla trasformazione dello stabilimento in studios cinematografici e di un progetto per realizzare un centro Ikea nell'area. Unioncamere Sicilia, Censis e Ipi (istituto per la ricerca del ministero dello Sviluppo Economico) hanno effettuato un censimento delle esigenze delle piccole e medie imprese dell'isola individuando sei ipotesi di riqualificazione dell'impianto di Termini Imerese: rafforzamento della robotica e dell'informatica, test su prodotti e processi, nuove macchine industriali (per la raccolta di uva e agrumi), tecnologie e macchine per trattare il pesce, design delle barche, lavorazione del marmo.

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