La risposta peggiore alla crisi

E lo chiamano sviluppo. Nuovamente mortificati da una classe politica che non perde occasione per imporre la sua presenza. Tranne defilarsi in maniera plateale quando le cose vanno male. Quasi sempre per la sua incapacità di prendere decisioni. Ancora una volta sedotti e abbandonati. È questa l'amara conclusione che si può trarre dopo l'ultima dimostrazione di incapacità da parte della pubblica amministrazione. Accade, infatti, che in Sicilia, nel mese di gennaio non sia stato assegnato nessun appalto per il mancato funzionamento degli organismi provinciali di gestione. Una storia non nuova nell'isola. Ritardi inspiegabili nell'assegnazione delle case popolari di Favara hanno provocato la morte di due bambine. Adesso si scopre che la Regione non ha nominato i vice presidenti delle stazioni appaltanti provinciali. L'assenza ha provocato il blocco totale dei nuovi cantieri aggravando una crisi già molto pesante. Lo specchio di questo andamento è verificabile dal numero di ore di cassa integrazione: 260 mila ore contro 178 dell'anno precedente. Un aumento del 50 per cento. Ciò significa che è fermo un operaio ogni due. E questi sono numeri solo fittizi per un'economia siciliana basata molto sul sommerso. Infatti si dovrebbe aumentare di un abbondante 30 per cento, stima media dei lavoratori in nero riscontrata dal Dipartimento Lavoro della Regione. Ovviamente gli irregolari sono i primi a perdere il posto.
Una situazione che adesso viene aggravata dallo stop ai nuovi cantieri. Come se non mancassero i problemi. Ritardi nei pagamenti alle imprese da parte degli enti pubblici, difficoltà nell'erogazione del credito da parte delle banche, adempimenti burocratici e i costi finanziari sempre più pesanti.
Bankitalia ha rivelato in un suo studio che nel primo semestre 2009 il numero di ore lavorate denunciate alle casse edili è diminuito di oltre il 15 per cento, rispetto ai primi sei mesi del 2008. Nello stesso periodo gli occupati sono diminuiti del 12,9 per cento e nei primi otto mesi dell'anno le ore di Cig sono più che raddoppiate.
Se non è crisi profonda questa, si stenta davvero a potere capire quali altri campanelli d'allarme servono alle istituzioni per fare qualcosa. Ed anche in fretta. La risposta è stata la peggiore. La politica non è riuscita a mettersi d'accordo sulla designazione delle stazioni appaltanti. Così è tutto fermo. Ma è questo lo sviluppo che si vuole dare all'Isola? Il dubbio è forte.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati