La carica dei 109 per Vancouver

Ecco i nomi degli atleti italiani che cercheranno di ripetere l'ottimo risultato di Torino 2006 alle Olimpiadi invernali in programma in Canada

Roma. La faccia nuova di Federica Brignone e quella da cartolina dei Giochi di Armin Zoeggeler. L'Italia di neve e ghiaccio è pronta per volare a Vancouver dove dal 12 al 28 febbraio proverà a inseguire il piccolo-grande miracolo di quattro anni fa, quando però le Olimpiadi si giocarono in casa: il fattore campo stavolta non sarà di colore azzurro, ma tutto per il già temibile squadrone canadese. Intanto il Coni ha dato nomi e volti ai 109 atleti che compongono la squadra guidata ancora una volta da Raffaele Pagnozzi (on-line anche il sito interamente dedicato ai Giochi).
La delegazione si compone di 69 uomini e 40 donne (Fiamme gialle da record con 27 atleti tra i convocati) che proveranno a imitare le colleghe che negli sport estivi hanno tenuto a galla l'una e l'altra metà del cielo sportivo azzurro: delle 15 discipline inserite nel programma olimpico, l'Italia è assente solo nel curling, che tanto impazzò a Torino, e nell'hockey. I numeri pendono per gli sport invernali, che contano 85 atleti, contro i 24 degli sport del ghiaccio. Le undici medaglie vinte nel 2006 non sono un obiettivo irrealizzabile, ma non bisognerà guardare al colore, perché a Torino l'ago della bilancia lo spostarono i 5 pesantissimi ori. Dei campioni di allora sei saranno presenti a Vancouver: primo fra tutti il portabandiera Giorgio Di Centa, i pattinatori Enrico Fabris e Matteo Anesi, i fondisti Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi, e il re dello slittino Zoeggeler. Le speranze dell'Italia si affidano ancora a questi grandi campioni, che nonostante il quadriennio sulle spalle sono rimasti al top nelle loro discipline. Un atteso bacino di medaglie resta quello dello sci nordico: e se i maschi hanno primeggiato quattro anni fa, stavolta, in linea con la tendenza di tutto lo sport italiano, potrebbero essere le donne a scalare il podio con Arianna Follis e Marianna Longa.
La vera missione in Canada sarà però quella di far dimenticare la pessima figura dello sci alpino, che tornò a casa con zero podi: assente Giorgio Rocca, sfortunato a Torino e stavolta fuori dai Giochi ancora prima di cominciare per un infortunio, l'Italia può contare su diversi campioni. Max Blardone è il 'gigante' azzurro, ma a caccia del podio anche Manfred Moelgg e Giuliano Razzoli: di buon auspicio il recupero in tempo per i Giochi di Peter Fill, fermato la scorsa estate da un brutto infortunio, cugino della gigantista Denise Karbon. E le famiglie ricorrono nello squadrone azzurro, perché c'é una Moelgg anche in quota rosa (Manuela e sorella di Manfred) e non mancano le sorelle Fanchini, Elena e Nadia. La novità sulle nevi di Whistler per l'Italia si chiama Brignone, figlia d'arte (sua mamma è Nina Quario leader della valanga rosa).
Riflettori puntati anche sul ghiaccio: a parte il solito Fabris sulla pista lunga, qualche buona notizia potrebbe arrivare anche dallo short track. A Torino le ragazze della staffetta vinsero il bronzo, ora si punta anche alla medaglia individuale: attesa protagonista è Arianna Fontana, sul podio a soli quindici anni nel 2006, che prova a stare dietro alle agguerrite coreane e canadesi. Tra gli uomini Nicola Rodigari volerà spinto dal titolo europeo appena conquistato. A caccia del tris d'oro il Cannibale dello slittino Zoeggeler, pronto a conquistare la nona coppa del mondo prima di tentare la storica tripletta ai Giochi (da podio anche le coppie). E poi c'é Carolina Kostner: alle spalle la qualificazione ai Giochi rimasta in sospeso fino a pochi giorni fa, la campionessa altoatesina arriva a Vancouver da campionessa europea.

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