Il vino a bordo, storia e abitudini

Al Museo del Mare di Palermo dibattito nell’ambito della mostra “Il genio di Leonardo” aperta fino al 15 aprile

Palermo. Un bicchiere di vino costituiva il premio per un galeotto. Premio che si conquistava duramente remando tutto il giorno, senza sosta, e nutrendosi di soli cereali. Un’alimentazione povera ma che tuttavia sembrava rendesse i nostri marinai più forti e sani rispetto agli stranieri. Tutte curiosità che ha svelato il presidente dell’Arsenale di Palermo Museo del Mare, Pietro Maniscalco, durante il dibattito dal titolo: "Il vino a bordo, da Leonardo a oggi". Un incontro che fa parte degli eventi collaterali alla mostra “Il genio di Leonardo”. Un’esposizione, curata dalla Rd Events, che sta riscuotendo grande successo e che resterà aperta sino al 15 aprile.
Il vino a quei tempi dunque è stato il tema del dibattito. Lo Zibibbo, il Marsala, il Malvasia e il Bianco d’Alcamo, allora chiamato “di Partinico", erano in particolare i vini siciliani. Vini che tutt’ora costituiscono la nostra cultura enologica. “E vini che Ferdinando quarto di Borbone amava”, ha svelato Maniscalco che su come avveniva il trasporto sulle navi ha aggiunto: "I vini venivano trasportati con la galera, nave da guerra e da commercio usata nel mar Mediterraneo per oltre tremila anni, spinta completamente dalla forza dei remi e talvolta dal vento. Ma purtroppo molti vini venivano “tramazzati” dal movimento delle onde. Ciò portava alla degradazione del vino con conseguente abbassamento della qualità”. La soluzione arrivò con “l’utilizzo della 74 cannoni, nave della Royal Navy. – prosegue Maniscalco -  Le botti infatti venivano tenute sospese al centro della nave, nelle stive rinfrescate attraverso le maniche a vento". Altra chicca? Il Marsala, “amato dall’ammiraglio Nelson che vi ritrovò quel gusto che di certo non poteva avere il cosiddetto ‘grog’. Una mistura di acqua e rum che si utilizzava sulle navi inglesi”. Al termine, a fare da sfondo, sono stati degustati i vini della Cantina D’Alessandro di Agrigento.

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