Mourinho, compleanno e deferimento

Roma. Un allenatore sempre sulla "graticola". Ma quest'anno è andato meglio dell'anno scorso: un anno fa il giorno del suo compleanno coincise con una giornata si squalifica, quest'anno in "regalo" per il tecnico portoghese campione d'Italia, che compie 47 primavere, arriva "soltanto" un deferimento.
Fin dai tempi del Chelsea i rapporti tra José Mourinho e gli arbitri non sono mai stati troppo idilliaci. Da quando è in Italia lo "Special One" si è fatto subito apprezzare per le sue doti di comunicatore, per le sue provocazioni nei confronti dei club rivali (il suo graffiante "zero tituli" è diventato uno slogan). Ma anche per le sue accuse alla classe arbitrale.    
Sul piano della giustizia sportiva Mourinho non si è fatto "mancare" niente: tre espulsioni (due da Orsato), deferimenti e decine e decine di migliaia di euro di ammende. Questa volta l'allenatore dell'Inter, insieme con l'amministratore delegato nerazzurro Ernesto Paolillo, paga i dubbi espressi dopo il derby sulla regolarità del campionato. Non ha parlato esplicitamente di "complotto", ma l'idea era quella: accusando l'arbitro Rocchi per l'espulsione di Sneijder l'allenatore portoghese aveva detto che in campo "é stato fatto il tutto per tutto per non far vincere l'Inter".

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