“Lupara bianca”, ergastolo al boss Raccuglia

L’esponente della famiglia di Altofonte accusato dell’omicidio di Pietro Romeo. Riconosciuti 200 mila euro in favore della moglie della vittima

Palermo. Condanna all'ergastolo per il boss di Altofonte Domenico Raccuglia. Era accusato dell'omicidio di Pietro Romeo, inghiottito dalla lupara bianca nel marzo del 1997. La sentenza è del giudice per l'udienza preliminare Mario Conte, che ha riconosciuto una provvisionale da 200 mila euro in favore della moglie della vittima, Maria Rosa Di Matteo, che si era costituita parte civile con l'assistenza dell'avvocato Daniele Livreri.
Proprio dalle dichiarazioni della vedova era scattata la riapertura dell'inchiesta. La donna, infatti, aveva riferito ai pubblici ministeri Francesco Del Bene e Amelia Luise che, prima di scomparire nel nulla, il marito si era recato a un appuntamento con Raccuglia. Poi sono arrivate le dichiarazioni di Giovanni Brusca a completare il quadro accusatorio. Secondo il pentito, Romeo sarebbe stato eliminato per il suo tentativo di prendere il potere nel mandamento di San Giuseppe Jato, approfittando della latitanza di Raccuglia.
Pietro Romeo era fratello di Nicolò, l'imprenditore assassinato nelle scorse settimane nelle campagne fra Corleone e Monreale.

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