La tragedia di Favara, l'ultimo saluto alle sorelline

Folla di giovani nella chiesa Madre per le esequie di Marianna e Chiara. Don Zambito, che ha celebrato i funerali, ha detto durante l'omelia: "Questa è una città disastrata che ha bisogno di aiuto"

Favara. “Questa è una città generosa. Lo è sempre stata e lo dimostra ancora di più in questa tragica occasione. E’ però una città disastrata. Favara ha bisogno di aiuto e che Dio perdoni tutti noi che oggi piangiamo e preghiamo per Marianna e Chiara”. Le due piccole bare bianche sono allineate, una accanto all’altra, davanti all’altare maggiore della chiesa Madre di Favara. L’arciprete don Mimmo Zambito, che ha usato parole soft per non alimentare ulteriormente il vento della polemica, ha appena finito l’omelia. La marcia funebre riecheggia, grazie agli autoparlanti, in tutta la piazza gremita. E’ una musica triste, dolorosa che riesce a coprire i singhiozzi e il pianto dirotto dei familiari delle due sorelline rimaste vittime, sabato mattina, del crollo della loro casa in via Del Carmine a Favara. Seduti nelle prime fila ci sono i genitori delle due bambine. La madre, Giuseppina Bello di 36 anni, ha un cerotto in testa; il padre, Giuseppe Bellavia di un anno più vecchio, ha una vistosa fasciatura che gli copre tutto il cranio. “Preghiamo anche per Giovanni e i suoi genitori – conclude la celebrazione funebre don Mimmo Zambito - che pur essendo laboriosi e pieni d'amore non sono riusciti ad avere una casa dignitosa”.
Fra la gente di Favara, seduto, con gli occhi fissi sull’altare e sulle due bare, per tutto il tempo della celebrazione è rimasto l’arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro che già ieri aveva annunciato che non avrebbe celebrato i funerali perché “si trattava di una tragedia annunciata ed evitabile”. Poco distante, il prefetto di Agrigento Umberto Postiglione, fortemente scosso, il presidente della Provincia Eugenio D’Orsi e numerosi sindaci dell’Agrigentino. Non c’erano invece, contrariamente a quanto si vociferava, il presidente della Regione Raffaele Lombardo e il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Fra le lacrime, ad assistere ai funerali, anche i compagni di classe e d'istituto di Marianna e Giovanni, il figlio undicenne della famiglia Bellavia che è sopravvissuto. “Marianna - racconta il dirigente scolastico della scuola media statale Mendola-Vaccaro che per oggi ha sospeso le lezioni - frequentava la terza classe del corso H, mentre il bambino è al primo anno dello stesso corso. Era una ragazzina sveglia e socievole. Quando abbiamo saputo del crollo - racconta - eravamo già in istituto, le lezioni erano cominciate da poco. E' una tragedia che ci sconvolge tutti".
Presente anche Angela Sciumè che insegna matematica e scienze nell’istituto. "Una ragazza bella, con degli occhi celesti come due stelle e una treccia bionda - dice Sciumè, ricordando Marianna -. Era sempre ben vestita e molto educata e rispettosa dei ruoli. Generoso, solidale e sorridente invece - conclude la docente - il maschietto che speriamo possa riuscire a superare l'immane tragedia che ha vissuto". Prima della fine della celebrazione funebre ha preso la parola il prefetto Postiglione ed ha letto, senza non poche difficoltà a schiarirsi la voce dall’emozione, i messaggi di cordoglio che gli sono stati fatti recapitare dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dal presidente del Senato Renato Schifani e da quello della Camera dei deputati Gianfranco Fini. "Partecipo al dolore della famiglia Bellavia - ha scritto il presidente Napolitano - e spero che il piccolo Giovanni possa riprendersi presto. Ho seguito con attenzione e trepidazione le operazioni di soccorso, apprendendo con dolore quanto accaduto". "Cordoglio alla famiglia Bellavia - ha scritto invece il presidente Schifani - con animo commosso di padre". "Auguri di pronta guarigione, oltre al cordoglio per la grave perdita delle due bambine, - ha scritto, infine, il presidente Fini - per il piccolo Giovanni".
Poi è toccato ad una compagna di classe di Marianna, che frequentava la terza H della scuola media Mendola - Vaccaro, leggere un messaggio degli studenti: "Eri una ragazza timida ed introversa, una persona che non faceva trasparire i suoi reali problemi. Ti chiediamo scusa per non averti capita, per non averti dato le attenzioni che meritavi e ti diciamo grazie per quanto hai saputo darci. Il tempo cancella i ricordi, ma noi non ti dimenticheremo". Infine ha preso la parola la catechista di Marianna, che ha parlato a nome della comunità del Carmine: "Avevi 8 anni quando il Signore ti ha affidata a me. Adesso, proseguivi il tuo percorso di fede, accingendoti a ricevere, il prossimo anno, il sacramento della Cresima, ma ora hai raggiunto la piena conoscenza di Dio e stai contemplando il suo volto. Sarai sempre nei nostri cuori, così come la tua sorellina Chiara". Poi, fra le lacrime disperate dei familiari e la commozione di tutto il popolo di Favara, i due feretri si sono lasciati alle spalle il Duomo e hanno cominciato il loro ultimo “viaggio” verso il cimitero di contrada Piana Traversa.



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