Libano, precipita un aereo

A bordo c'erano 90 persone, tra cui la moglie dell'ambasciatore francese. Nessuno si è salvato. Il velivolo si è schiantato poco dopo il decollo da Beirut

Beirut. Un aereo delle Ethiopian Airlines con a bordo 90 persone è precipitato oggi nel mar Mediterraneo poco dopo essere decollato da Beirut alla volta di Addis Abeba. Il Boeing 737 è scomparso dai radar poco dopo essersi alzato in volo, spiegano le fonti. Una cinquantina dei passeggeri sono libanesi, molti degli altri etiopici. L'aereo era decollato poco dopo l'orario di partenza previsto: le 3:10 locali (l'1:10 in Italia), dirigendosi verso sudest. Un responsabile dello scalo di Beirut afferma di aver visto una palla di fuoco al momento dello schianto. A bordo c'era anche la moglie dell'ambasciatore francese in Libano, Maria Sanchez Pietton.

I soccorritori hanno individuato quasi subito il luogo dello schianto in mare a 3 chilometri e mezzo a ovest del villaggio costiero di Nàameh.
Nessun superstite. Sono tutti morti i 90 tra passeggeri e i membri dell'equipaggio del Boeing 737-800 delle linee aeree etiopi, precipitato nella notte a largo della costa libanese poco dopo il decollo dall'aeroporto di Beirut. Lo riferisce il direttore dello scalo libanese dell'Ethiopian Airlines, citato dal portale di notizie Naharnet. Secondo quanto riferito dal ministro dei trasporti libanese Ghazi al Aridi a bordo del volo diretto ad Addis Abeba e decollato attorno alle 2:30 locali (l'1:30 in Italia) c'erano in tutto 90 persone: sette membri dell'equipaggio e 83 passeggeri. Nella lista dei passeggeri non ci sono italiani, ma figurano 58 libanesi (quattro di loro di origine libanese ma con passaporto straniero), 22 etiopi, un iracheno, un siriano e una cittadina francese, la moglie dell'ambasciatore di Francia in Libano. Dal mare finora sono stati recuperati una decina di corpi.

Esclusa l'ipotesi terrorismo. Non è stato un attentato terroristico a causare la caduta in mare questa notte a largo delle coste di Beirut del Boeing 737-800 delle linee aeree etiopi con a bordo 90 tra membri dell'equipaggio e passeggeri, tra cui la moglie dell'ambasciatore francese in Libano. Lo ha affermato il presidente libanese Michel Suleiman. 
Parlando in una conferenza stampa congiunta col ministro dei trasporti Ghazi Aridi, Suleiman ha anche assicurato che le forze armate libanesi stanno lavorando assieme all'Unifil, la missione Onu schierata nel sud del Libano, per cercare di portare in salvo eventuali superstiti. Fino ad ora, secondo quanto riferito dai media locali, sono stati recuperati cinque corpi senza vita.

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