Da Favara a Palermo al capezzale di Giovanni

Il dramma dei coniugi Bellavia. Da questo pomeriggio accanto al figlio sopravvissuto al crollo.

Palermo. Oggi sono stati dimessi dall’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento e subito hanno raggiunto il piccolo Giovanni a Palermo, ricoverato nel reparto di Chirurgia dell’Ospedale dei Bambini. Il dramma di Giuseppina Bello e Giuseppe Bellavia è attenuato dalla consapevolezza che almeno Giovanni è vivo. E secondo i medici non corre più alcun pericolo. Marianna e Chiara, invece, ormai sono degli angeli nel cielo, così come li hanno definite i favaresi, loro concittadini e amici. La famiglia Bellavia da ieri vive una tragedia immensa. La loro casa si è accartocciata su se stessa e tra le macerie sono morte Marianna e Chiara di 14 e 3 anni.
Da questo pomeriggio i coniugi sono in stanza con il figlio senza lasciarlo per un minuto. Le porte stanno chiuse e tenute sotto stretta sorveglianza degli infermieri che non lasciano avvicinare nessuno e tacciono sullo stato di salute del bambino, secondo quanto disposto  dal primario dell’ospedale per garantire alla famiglia distrutta dal dolore massima privacy. Si è espresso invece Antonino Carolina, il chirurgo che sta seguendo il piccolo. “Giovanni sta bene, sia fisicamente che psicologicamente. È sereno nonostante l’accaduto. Ha riportato un trauma alla gamba destra e non ha fratture. Dagli esami fino ad ora fatti i valori sono nella norma”. E su un’eventuale dimissione risponde: “Lo terremo sotto osservazione per qualche giorno. Non abbiamo ancora stabilito quando dimetterlo. Stiamo facendo le analisi di accertamento come vuole la prassi.” Il medico è anche l’unico che può parlare con i genitori: “Sono sconvolti, come lo sarebbe qualsiasi genitore che perde due figli. Adesso tutte le loro attenzioni sono rivolte all’unico figlio che gli è rimasto”.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati