Il Papa: "Web straordinario per diffondere la parola di Dio"

Benedetto XVI esorta i preti ad utilizzare internet nella giornata mondiale delle comunicazioni sociali

Città del Vaticano. Gesù - raccontano gli Atti degli Apostoli - chiese ai discepoli di essere suoi testimoni fino "ai confini del mondo". Oggi papa Benedetto XVI, attuale vicario di Cristo sulla terra, ha esortato i suoi sacerdoti e i suoi vescovi a portare il Vangelo fino ai confini del web, visto non più come un pericolo o una minaccia alla fede ma come un'opportunità straordinaria per raggiungere uomini di tutte le culture e le razze, atei compresi.
Nel messaggio redatto per la  44^ giornata mondiale delle comunicazioni sociali e presentato oggi in Vaticano, Benedetto XVI  ha spiegato che la Chiesa intera si trova "all'inizio di una storia nuova": quella di evangelizzare il "continente digitale". Blog, social network, siti: nel messaggio di Benedetto XVI sono citate senza timore le nuove strade del cattolicesimo. Anche su queste frontiere, ha affermato il papa, "deve emergere che l'attenzione amorevole di Dio in Cristo per noi non é una cosa del passato e neppure una teoria erudita, ma una realtà del tutto concreta e attuale". I sacerdoti devono - ha insistito - offrire agli uomini che vivono questo "nostro tempo digitale", anche non credenti e sopratutto giovani, "i segni necessari per riconoscere il Signore". Solo così la "Parola di Dio", ha spiegato, "potrà prendere il largo tra gli innumerevoli crocevia creati dal fitto intreccio delle autostrade che solcano il cyberspazio e affermare i diritto di cittadinanza di Dio in ogni epoca".
Il messaggio del Papa per la giornata delle Comunicazioni, - che si celebra ogni anno il 24 gennaio, festa di San Francesco di Sales - è caratterizzato da un atteggiamento di fiducia e ottimismo. Senza nascondere però le difficoltà: i nuovi cyber-preti "devono essere presenti nel mondo digitale , nella costante fedeltà al vangelo" e non limitarsi a considerare il web uno spazio da occupare. I sacerdoti devono coniugare "l'uso opportuno e competente di tali strumenti, acquisito anche nel periodo di formazione, con una solida preparazione teologica e una spiccata spiritualità sacerdotale, alimentata dal continuo colloquio con il Signore".

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