Addiopizzo: parte civile nei processi solo con le vittime

L'associazione: "Non c’è stata purtroppo la rivoluzione culturale che ci aspettavamo. Dobbiamo agire adesso in modo diverso rispetto al passato"

Palermo. “Noi non ci costituiremo più come parte civile nei processi se non quando le vittime decideranno di unirsi e di denunciare e prendere parte al processo in modo organizzato”. Così il legale dell’associazione Addiopizzo, Ugo Forello, commenta la sentenza che ieri ha portato a condanne per 141 anni a Palermo. Poi aggiunge: "Purtroppo non basta assistere il singolo. Non c’è stata purtroppo la rivoluzione culturale che ci aspettavamo. Dobbiamo agire adesso in modo diverso rispetto al passato. Al riguardo stiamo studiando un nuovo piano operativo ancora più incisivo e più radicato a livello locale”. Ma al momento non vogliono svelare le carte.
Soddisfatto anche Vittorio Greco, rappresentate dell’associazione. “Per noi il successo sta nell’avere riunito e portato al  processo un numero consistente di vittime del racket. Ed il verdetto dimostra che proprio la denuncia corale può essere lo strumento di lotta più efficace”.  E insiste: “Gli imprenditori devono capire che insieme, in gruppo ed organizzati, possono ottenere risultati” e spiega come il primo e più importante risultato sia stato proprio il non ricevere dei segnali da parte della mafia durante lo svolgimento di questo capitolo giudiziario. “I commercianti che hanno avuto parte in questo processo, non hanno avuto bisogno di scorta, hanno continuato a vivere nei loro quartieri che sono quelli più caldi, come Tommaso Natale e Mondello ed hanno continuato ad esercitare le loro attività, senza subire ritorsioni”.
Poi lanciano un appello alle associazioni di categoria:  “Di fatto continuiamo a rimanere soli in questa lotta, potremmo ottenere di più se tutte le associazioni, che contano come iscritti centinaia di migliaia di imprenditori e commercianti, fossero più operative. Dovrebbero mettere a disposizione le enormi risorse di cui dispongono per andare incontro alle vittime in modo più capillare. Non possono aspettare che gli imprenditori vadano da loro a denunciare”. Sulla mancanza di prove contro l’incendio dei capannoni di Guajana che ha scagionato i boss Lo Piccolo, i membri di Addiopizzo commentano: “Non si tratta di una sconfitta per noi. Già Guajana ha superato il colpo ricevuto dalla mafia in tempi brevi grazie ai Fondi per la Solidarietà Nazionale alla vittime del racket”.

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