Addiopizzo, la Procura farà appello

I pm: "Impugneremo la sentenza, soprattutto la parte relativa al taglieggiamento di Guajana con i proscioglimenti dei Lo Piccolo, di Troia e di Bonura"

Palermo. "Fermo restando che sarà necessario leggere le motivazioni della sentenza, in particolare in relazione all'assoluzione dei due commercianti accusati di favoreggiamento, la procura impugnerà la sentenza emessa ieri sera nel processo Addiopizzo. Certamente, tra l'altro, appelleremo i proscioglimenti dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo e Massimo Troia e quello di Vittorio Bonura che erano accusati dell'estorsione e dell'attentato subiti dall'imprenditore Rodolfo Guajana".
Lo fanno sapere i pm della Dda Marcello Viola, Francesco Del Bene, Gaetano Paci e Anna Maria Picozzi, che hanno rappresentato l'accusa nel processo a 17 tra capimafia, estortori e commercianti, questi ultimi accusati di favoreggiamento, conclusosi ieri notte con 13 condanne e 4 assoluzioni. A non convincere la procura, oltre al proscioglimento dei commercianti accusati di avere favorito Cosa nostra negando le richieste estorsive, e, in particolare, la parte della sentenza relativa al taglieggiamento di Guajana e all'incendio della sua azienda. Ne erano accusati i Lo Piccolo e Troia che, come vertici di Cosa nostra avrebbero avallato l'attentato, e Bonura come esecutore. A loro carico le dichiarazioni dei pentiti Nuccio, Franzese e Bonaccorso che avevano raccontato tutte le fasi dell'estorsione. Ma i giudici hanno respinto la ricostruzione dell'accusa assolvendo, limitatamente a questa vicenda, i 4 imputati. Una valutazione che contrasta con quella fatta, in sede di abbreviato, dal gup che, sulla base delle stesse prove, condannò come mandante del danneggiamento il boss di Cruillas Giancarlo Seidita.
I pm appelleranno inoltre, l'assoluzione di Tommaso Contino dal taglieggiamento del titolare del locale Scalea Club. A suo carico c'era un video in cui un collaboratore di giustizia e la moglie del boss Salvatore Lo Piccolo commentavano la vicenda della ritrattazione del commerciante, Gaspare Messina, che, dopo avere riconosciuto Contino, aveva fatto davanti al gip un clamoroso dietrofront.

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