Politica, sanità e malcostume

Politica e sanità: un sistema di potere e di cattiva amministrazione che non cessa mai di declinare la fattispecie dell'impresentabilità. Certamente aver spostato le competenze livello regionale sarà stato un atto di grande democrazia e di forte rispetto del territorio. Ma certo non ha migliorato l'efficienza. Casomai ha moltiplicato le opportunità per veder dispiegare la geometrica potenza di clientele e di nepotismi. Purtroppo un malcostume diffuso che non risparmia niente e nessuno. Né centro-destra, né centro-sinistra. Ciascuna forza politica considera la sanità pubblica come un proprio feudo privato dove esercitare l'influenza dello schieramento di appartenenza e quello personale. Molto spesso scegliendo le persone sbagliate come conferma la moltiplicazione dei casi di incapacità che si registrano in ospedale e fuori.
Ora scopriamo che la sanità diventa anche il terreno d'elezione per le vendette di partito. Lo racconta il Corriere della Sera di ieri a proposito di Ignazio Marino cui è stato bloccato l'ingresso al policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna nonostante il suo arrivo al centro trapianti fosse considerato scontato. La ragione? La sua candidatura alla segreteria nazionale del Pd in competizione con Pierluigi Bersani. La discesa del campo del chirurgo non è piaciuta e la nomina, in una città dove l'influenza di Bersani è molto forte, è stata bloccata. Insomma una sordida faida di partito ha privato Bologna delle prestazioni di un professionista che, nel campo dei trapianti del fegato, viene considerato un'autorità a livello mondiale. Quando poi gli uomini del Pd e i loro alleati sollevano la questione morale. Quando inneggiano alla loro supposta diversità rispetto allo schieramento politico opposto dovrebbero almeno avere il pudore di arrossire leggendo i testi delle intercettazioni pubblicate ieri dal Corriere.
Il problema sollevato da quelle conversazioni supera i confini di Bologna e la figura stessa di Ignazio Marino. Diventa il simbolo dei meccanismi che guidano la sanità in Italia. Il merito, i titoli, la capacità individuale sono fatti secondari di fronte alla fedeltà di partito. La salute dei cittadini è secondaria. Portare in sala operatoria un chirurgo competente non è un fatto importante. Conta molto di più la tessera di partito o la sponsorizzazione politica. Anche il boicottaggio diventa un titolo preferenziale secondo l'antico vizio della sinistra italiana. Ignazio Marino ha fatto sempre largo uso della diversità morale come strumento di battaglia politica. Fino a quando non ha trovato qualcuno più puro di lui che lo ha epurato.

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