Crocetta: ringrazio Dio per ogni giorno di vita che mi regala

Gela. L’Eurodeputato del Pd Rosario Crocetta ed ex sindaco di Gela, finito ancora una volta nel mirino della mafia, è stato svegliato di buon’ora dai giornalisti. Si trova attualmente a Bruxelles per impegni istituzionali.
Crocetta, come ha trascorso la mattinata?
“Sono stato svegliato dai giornalisti. La notizia era già nelle agenzie alle sette del mattino. Il mio telefono non ha smesso di squillare neanche per un attimo”.
Cosa prova nell’apprendere che la cosca degli Emmanuello voleva ucciderlo?
“Ringrazio Dio per ogni giorno di vita che mi regala. La mia vita, da quando ho iniziato a fare il sindaco di Gela, è sempre stata in pericolo”.
Questo piano sventato dalla polizia e dalla Dda, cosa dimostra?
“Dimostra che la mafia è sempre pronta ad entrare in azione, ad uccidere magistrati, politici e chiunque contrasti il loro cammino. Significa che non ‘babbia’, che fa sul serio. Dimostra che la mia battaglia contro Cosa nostra è stata efficace e ha creato una forte mobilitazione. Non è una battaglia che ho condotto da solo, ma con a fianco le forze sane di Gela, gli industriali, l’associazione antiracket. Certo, dietro questa vicenda ci sono anche fatti personali. Mi riferisco alla decisione che presi anni fa di licenziare dalle liste del reddito minimo la moglie di Daniele Emmanuello, Virginia Di Fede, che venne cacciata dal Comune di Gela. Ho negato un alloggio popolare alla famiglia Emmanuello e sono sempre stato considerato dai suoi congiunti come il responsabile dell’uccisione dello stesso Daniele Emmanuello. Pago la mia battaglia per la giustizia. Però devo lamentare il fatto che in Francia e in Italia ho una scorta, mentre in Belgio sono lasciato completamente da solo. Mi appello alle autorità italiane affinché intervengano. Anche un ragazzino, qui in Belgio, può uccidermi. Non c’è bisogno di esplosivo e di altre azioni eclatanti".
Cosa auspica per questi mafiosi che volevano ucciderla?
“Io non nutro nessuna vendetta nei loro confronti. Spero solo che paghino il loro conto con la giustizia”.
Lei continuerà nella sua lotta alla mafia?
“Certo, non intendo fermarmi neanche ora che sono un Europarlamentare. La questione ‘mafia’ non tocca solo la Sicilia o l’Italia. Riguarda anche l’Europa”.

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