Denise, processo per la sorellastra

Marsala. Sei anni di sospetti, congetture, ipotesi hanno, ora, un primo riscontro processuale. Gli elementi raccolti dall'accusa a carico di Jessica Pulizzi, imputata del sequestro della sorellastra, la piccola Denise Pipitone scomparsa da Mazara del Vallo nel 2004, hanno un fondamento e meritano di essere approfonditi in un'aula di giustizia. Lo pensa il gup di Marsala Lucia Fontana che, oggi, ha rinviato a giudizio la ragazza per sequestro di minorenne.    Una decisione, accolta con soddisfazione dalla mamma della bambina, Piera Maggio, e sollecitata dai pm Laura Cerroni e Anna Sessa che hanno chiesto il processo anche per l'ex fidanzato dell'imputata, Gaspare Ghaleb, il tunisino che risponde di false dichiarazioni al pm.
Il reato contestato a Jessica Pulizzi, 22 anni, all'epoca ancora minorenne, è quello di concorso in sequestro di persona con l'aggravante applicata quando la vittima ha meno di 14 anni. Una fattispecie introdotta con il pacchetto sicurezza varato dal governo, fortemente sollecitata dalla mamma di Denise e dal suo legale.
Al processo si costituiranno parte civile, attraverso l'avvocato Giacomo Frazzitta, Piera Maggio e Tony Pipitone, genitori di Denise, e per mezzo dell'avvocato Rosa Tumbarello, Piero Pulizzi, padre naturale della piccola rapita e di Jessica Pulizzi. Un uomo diviso a metà: da un lato l'affetto per una figlia nata fuori dal matrimonio, scomparsa nel nulla quando aveva appena quattro anni, dall'altro quello per l'altra figlia "legittima", che è anche l'unica accusata del sequestro della sorellastra. Per l'accusa, la ragazza avrebbe fatto sparire la bambina per vendetta e gelosia.

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