Alfano: l'Anm rispetti le leggi dello Stato

Il ministro della Giustizia: non ci sono sedi disagiate ma solo sgradite ai magistrati

Roma. "Dispiace che l'Anm ironizzi e affigga vignette su un provvedimento del Governo, invece di contribuire a risolvere il problema e cioé coprire immediatamente le sedi disagiate che, in realtà, disagiate non sono, ma solo sgradite ai magistrati".
Lo afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che si dice "fortemente preoccupato per l'incomprensibile e miope arroccamento dell'Anm contro un decreto legge che offre al Paese una ragionevole e definitiva soluzione".
In particolare, rileva il ministro, "il governo Berlusconi, che ha ereditato dal governo di sinistra il decreto legislativo che impedisce agli uditori giudiziari di svolgere funzioni requirenti e monocratiche, è intervenuto in materia con due importanti provvedimenti: il decreto legge del dicembre 2008 che introduce incentivi economici e di carriera per coloro i quali intendono trasferirsi volontariamente nelle cosiddette sedi disagiate, e il recente decreto legge del dicembre 2009 che istituisce il meccanismo del trasferimento d'ufficio, in via transitoria, fino al 2014". "Considero inaccettabile - prosegue - questa chiusura corporativa e di retroguardia assunta dal sindacato delle toghe, finalizzata esclusivamente a difendere privilegi di casta. Il messaggio è chiaro: si esige, si pretende, minacciando anche estreme misure di mobilitazione, che si sospendano ben tre leggi dello Stato già in vigore. Occorre, quindi - aggiunge - che i cittadini sappiano che tutto ciò accade solamente per impedire che qualche decina di magistrati (insensibili ai garbati appelli che ho loro rivolto in questi mesi) possa essere scomodata, per un periodo limitato di tempo, per prestare la propria opera lì
dove vi è maggiore bisogno di capacità e di esperienza".

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