Haiti, ancora dispersi settanta italiani

Rintracciati 120 connazionali dispersi dopo il tremendo terremoto che ha distrutto il paese centro-americano. Frattini: "C'è confusione, comunicazioni interrotte". Arrivato un team coordinato dalla protezione civile

Cresce la paura per gli italiani che - un giorno e mezzo dopo il devastante terremoto che ha sconvolto Haiti - risultano ancora dispersi tra le macerie e il caos che riempiono le strade di Port-au-Prince. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha parlato di circa settanta connazionali che, al momento, "mancano all'appello". E più fonti sul terreno raccontano di almeno due italiani, un uomo e una donna, presenti all'hotel Cristopher al momento del crollo, che finora non sono stati rintracciati. La situazione comunque - anche a causa del black out delle comunicazioni - resta estremamente caotica e le cifre cambiano da un minuto all'altro. Fino a stasera, ha fatto sapere la Farnesina, sono stati rintracciati oltre 120 dei 191 connazionali regolarmente registrati all'anagrafe consolare. Ma la stima complessiva dei connazionali presenti, ha chiarito il capo dell'Unità di crisi del ministero, Fabrizio Romano, "é solo un riferimento teorico". "Oggi ad esempio abbiamo avuto segnalazioni di qualche decina di persone" in più che si trovavano sull'isola, ha detto Romano, invitando chiunque sia a conoscenza di amici o parenti italiani che si trovano nel Paese a contattare la Farnesina. E' arrivato ad Haiti un advanced team italiano - coordinato dalla Protezione Civile - proprio con il compito di rintracciare i connazionali che non hanno ancora dato notizie: si stanno muovendo in una città spettrale per cercare negli ospedali e tra la polvere degli edifici distrutti dal sisma. Si cerca, anche casa per casa, soprattutto tra i religiosi, i residenti storici ed i funzionari internazionali. Oggi ad esempio è arrivata un'altra testimonianza di un'italiana probabilmente scampata alla morte per poche ore. Fiammetta Cappellini, operatrice di una ong, si trovava poche ore prima della scossa all'hotel Montana - uno degli alberghi più lussuosi e frequentati da europei della capitale - e ha riferito di "diversi italiani" ospiti dell'hotel. In quell'albergo c'erano circa 300 persone, 200 delle quali, secondo l'ambasciatore di Haiti presso la Santa Sede, Carl Henri Guiteau, si trovano adesso sotto le macerie. "Ma non abbiamo notizie degli italiani", ha spiegato. E il passare delle ore e la mancanza di contatti non fa altro che far pensare al peggio: "Sotto le macerie potrebbero esserci molte persone, ma è impossibile quantificare", hanno avvertito dalla Farnesina. "La situazione è devastante e il dolore di tutti noi è inimmaginabile. Siamo angosciati perché ci sono forse 100 mila morti e ci auguriamo che i circa 100 italiani che mancano all'appello stiano bene e che siano trovati", ha detto Frattini, auspicando un coordinamento degli aiuti per "non andare ognuno per conto suo" e fare "solo confusione". Tanto che il ministro ha salutato con favore la riunione straordinaria di lunedì dei ministri dello Sviluppo dei 27 dell'Ue come "una prima decisione di forte coordinamento". La task force italiana - 12 persone in tutto - arrivata a Port au Prince a bordo un Falcon dell'Aeronautica intanto sta anche verificando dove poter sistemare l'ospedale da campo che arriverà ad Haiti forse nella giornata di domani assieme ai venti volontari volontari del Gruppo di chirurgia d'urgenza
(Gcu) di Pisa: primissimi aiuti per un Paese che ora ha bisogno di tutto.

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