Pm di Catania: "Carceri piene, non possiamo fare arresti"

L'allarme lanciato dal sostituto procuratore della Dda etnea, Francesco Testa, dopo l'operazione che ha portato al fermo di 84 persone tra la Sicilia e il Piemonte

Catania. "I due istituti penitenziari di Catania 'scoppiano', sono troppo pieni, e noi non possiamo più arrestare le persone indagate perché non sappiamo dove metterle". E' l'allarme lanciato dal sostituto procuratore della Repubblica della Direzione distrettuale antimafia di Catania, Francesco Testa, a margine della conferenza sull'operazione antidroga Ouverture.
"Nella casa circondariale di piazza Lanza, già sovradimensionata di 200 unità, - ha spiegato il magistrato - abbiamo potuto portare soltanto quattro dei 51 arrestati, e altri sei nel carcere di Bicocca, che 160 detenuto in più rispetto alla capienza prevista. Gli altri 40 sono stati distribuiti tra Siracusa, Augusta, Ragusa, Caltagirone, Enna, Caltanissetta e Messina. In quest'ultimo ne abbiamo mandati pochi perché un'ala è chiusa per il crollo di un controsoffitto".
"E' una situazione veramente complessa che rende difficile il lavoro di tutti - ha osservato il sostituto Testa - dalla polizia che deve trovare il posto 'libero' per ai destinatari dell'ordine di carcerazione e, soprattutto, all'ufficio del Giudice per le indagini preliminari, con il Gip che dovrà girare le prigioni di tutta la Sicilia per gli interrogatori degli indagati".
Intanto il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia, in merito all'operazione che vede impegnati 400 agenti che stanno eseguendo 84 arresti in diverse regioni, ha affermato: "Complimenti alla Procura di Catania e alle forze dell'ordine per la brillante operazione antidroga che, in tutta Italia, ha messo in ginocchio tre organizzazioni criminali dedite allo spaccio di stupefacenti".

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