L'angoscia di un cooperante palermitano: "La mia Haiti e quell'amico siciliano disperso"

Il racconto di Alfredo Lo Cicero che ha lavorato per un'ong per un anno e mezzo a Petit Goave nel Paese colpito dal terremoto: "Non ho notizie di un ragazzo di Giarre che ha un ristorante nell'isola caraibica"

Palermo. "In tv, alla Cnn, ho visto tirar fuori dalle macerie di Haiti un amico mio franco-canadese, funzionario delle Nazioni Unite. Faceva ok col pollice, ma era ferito alle gambe. Però non riesco a mettermi in contatto con un altro carissimo amico, Fabrizio Valenti, originario di Giarre, che ha un ristorante lì ed è sposato con una haitiana. Sono preoccupato per loro e per il padre di Fabrizio, anche lui vive sull'isola". Sollievo e angoscia nelle parole di Alfredo Lo Cicero, palermitano di 40 anni, che dal novembre 2005 al maggio 2007, ha lavorato come cooperante internazionale nel Paese colpito dal devastante terremoto.
Ha lasciato due anni e mezzo fa la provincia di Petit Goave, proprio quella in cui è stato localizzato l'epicentro del sisma, ma non riesce a togliersi dal cuore "l'isola Hispaniola". Così lui chiama quel luogo che lo ha segnato per sempre, in particolare per la spaventosa differenza tra la miseria di Haiti e la ricchezza della Repubblica Dominicana. "Ti accorgi del divario - racconta - anche viaggiando di notte su piccoli aerei a 2.000 metri di altezza. Da un lato buio e poche infrastrutture, dall'altro luci accecanti e palazzi lussuosi". E Lo Cicero, per l'Oim, organizzazione internazionale delle migrazioni, partner dell'Onu, si occupava di un programma di sostegno proprio per la costruzione di infrastrutture. "Scuole e ospedali, soprattutto. Strutture fondamentali in un Paese dove anche l'acqua e l'energia elettrica costituiscono un bene preziosissimo. Io, per esempio, a casa mia avevo un generatore di corrente".
E se il terremoto è finito sulle prime pagine e sulle tv di tutto il mondo, Lo Cicero non dimentica "l'uragano che nel 2006 ha inondato l'isola distruggendo ponti e costruzioni. Insomma una nazione di cui si sarebbe dovuto parlare prima anche perché l'80% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno e, per questo motivo, il tasso di criminalità è elevatissimo con uomini che la mattina si svegliano e si armano per commettere furti e rapine". Ma anche un paradiso nel mar dei Caraibi che spesso fa innamorare gli italiani. "Come è successo al mio amico Fabrizio Valenti, di Giarre - sussurra Lo Cicero - che oltre ad adorare l'isola ama anche una haitiana, sua moglie. Lui tifa Juve, ma guardavamo insieme le partite del Palermo per condividere qualcosa della nostra Sicilia dall'altra parte del mondo".

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