Fiat, su Termini ci vuole più chiarezza

Che cosa vuol fare la Fiat di Termini Imerese? Domanda non del tutto impropria. Nonostante il gran parlare dello stabilimento siciliano questo interrogativo focale resta privo di risposta. Marchionne che cosa vuol fare dello stabilimento? Fino a ora si è capito solamente che, dopo l'anno prossimo, verrà fermata la produzione di automobili. Sul resto c'è buio. Il Lingotto, infatti, si è dichiarato disponibile allo sviluppo di attività alternative. Però non è ancora definita la natura delle novità. Soprattutto non è del tutto chiaro se si tratta di iniziative che si svilupperanno nell'ambito del gruppo Fiat oppure al di fuori del suo perimetro. Fino a questo momento i segnali arrivati da Marchionne sono stati contraddittori. Inizialmente sembrava che l'officina sarebbe rimasta nell'ambito del Lingotto che avrebbe sviluppato proprie lavorazioni. Poi, invece, c'è stata la disponibilità a ospitare attività altrui. Da ultimo l'annuncio che la Fiat è pronta a regalare i muri pur di non sentir più parlare di Termini Imerese.
Un po' di chiarezza al riguardo è assolutamente indispensabile. Tanto più che servirebbe a sgomberare il campo da iniziative che potrebbero apparire assai pasticciate. La Regione, infatti, ha fatto sapere che vuole entrare in possesso dello stabilimento. Tanto più che è stato costruito con soldi pubblici. Recuperarlo sarebbe una semplice restituzione. Una volta ripresa la proprietà dell'officina la Regione bandirebbe un'asta per trovare un'altra casa automobilistica disposta a costruire autovetture a Termini. Iniziativa sicuramente lodevole ma forse da definire meglio. Sembra quasi che il problema dell'impianto siciliano sia solo la logistica. Risolto questo va tutto a posto. Purtroppo il vuoto è molto più profondo. Intorno a Termini c'è il deserto che ha fatto scappare la Fiat . Perché un gruppo cinese (o indiano) dovrebbe sostiuirla? Solo per avere una fabbrica di assemblaggio che mette insieme componenti provenienti da fuori? Su questa strada Termini non ha futuro. Cinesi (o gli indiani) fanno prima portare in Europa le auto già pronte fabbricate a casa loro. La tappa in Sicilia è inutile se non c'è del valore aggiunto da creare. Solo turismo industriale.

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