Esuberi all'Italtel, scioperano gli operai

La sede di Palermo a rischio chiusura. Oggi i lavoratori hanno protestato contro il piano industriale

Adesione totale, secondo i sindacati, allo sciopero di quattro ore nella sede Italtel di Settimo Milanese dopo la presentazione del piano industriale che prevede circa 400 nuovi esuberi in tutta Italia.
   Circa 500 persone stamani hanno partecipato al presidio fuori dai cancelli dell'azienda che produce software per le telecomunicazioni e solo a Settimo Milanese conta 1400
dipendenti, dei quali 300 sarebbero a rischio licenziamento. "Lo sciopero è stato indetto anche per appoggiare la lotta dei lavoratori di Roma e Palermo, dove si trovano le due sedi che rischiano la chiusura", ha detto Roberto Dameno, delegato della Fiom-Cgil. "La diminuzione del fatturato da parte dell'azionista Telecom a causa dei mancati investimenti del governo nella banda larga - ha proseguito - sta mettendo in ginocchio l'azienda".
Al presidio, indetto da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, i manifestanti hanno portato bandiere e striscioni, con scritto "No ai tagli" e "Rilanciamo Italtel". Durante la mattinata i sindaci di alcuni comuni del milanese, Settimo, Rho, Pregnana e Cornaredo, hanno incontrato i lavoratori, mentre il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà in base a quanto spiegato dai sindacati si sarebbe detto disponibile ad aprire un tavolo.
   Il prossimo appuntamento con le organizzazioni dei lavoratori sarà l'incontro in programma per settimana prossima con l'amministratore delegato dell'azienda. "Aspettiamo di sapere qualcosa sulle scelte dell'amministrazione - ha concluso Dameno - poi valuteremo altre iniziative di protesta, magari più eclatanti".     

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