Tesoro, rendimenti Bot sotto zero

Minimo storico all'asta per i trimestrali e scatta la rete di sicurezza

Roma. I Bot italiani restano un «evergreen» per gli investitori che non amano il rischio e questo fatto spinge i rendimenti su nuovi minimi: all'asta di ieri il tasso sui Bot a 1 anno è sceso allo 0,795% lordo rispetto all'1,016% dell'asta precedente, mentre i rendimenti sui Bot a tre mesi hanno ritoccato il minimo storico con un rendimento lordo dello 0,386% contro lo 0,37% precedente. Il che significa, per i titoli a 3 mesi, un rendimento netto negativo dello 0,08%. Il tutto grazie al consueto boom di richieste, pari per i titoli a 1 anno ad oltre 12 miliardi contro i 7,5 offerti e assegnati, e superiore a 9,16 miliardi nel caso dei titoli a 3 mesi, di cui sono stati offerti e assegnati 3,5 miliardi.
I rendimenti dei Bot trimestrali erano già finiti sotto lo zero lo scorso settembre. Anche in quell'occasione il rendimento netto, in caso di applicazione di commissioni massime, era risultato pari a -0,08%. In base alla normativa emessa dal Tesoro nell'ottobre scorso comunque si è stabilito un tetto alle commissioni. Nel decreto si ricorda come il fine è quello «di tutelare i risparmiatori nell'attuale contesto di mercato, caratterizzato da tassi di interesse particolarmente contenuti soprattutto per i titoli a breve scadenza». Modificando così la normativa del 2004 si stabilisce che in nessun caso il rendimento può scendere sotto lo zero. Di fronte ad un rischio del genere le banche hanno l'obbligo di ridurre le commissioni. In ogni caso percepire lo zero assoluto sui propri risparmi non è una bella prospettiva.
Di fronte a una situazione così deludente che cosa conviene fare ai risparmiatori? In questi giorni gli investitori che non amano il rischio dovrebbero per lo meno fare attenzione al fatto che in pochi giorni sono stati collocati, solo in Europa, titoli per venti miliardi. La corsa alle emissioni, come ha notato anche il Financial Times è legata al graduale riaccendersi dei timori di un prossimo rialzo dei tassi. Già si avvertono delle tensioni negli Stati Uniti anche se l'aumento della disoccupazione lascia immaginare che l'eventuale aumento del costo del denaro non è imminente. Tuttavia è lecito pensare che, nel corso del 2010 ci sarà qualche ritocco al rialzo. Una situazione che provocherà certamente la riposta della Bce. Tutto questo lascia pensare che, mai come in questo momento bisogna fuggire dagli impieghi a tasso fisso per cercare quelli a rendimenti variabili. Difficili da trovare sul mercato in questo momento. Tuttavia deve essere un impegno costante se non si vogliono correre dei rischi. Le sorprese sono sempre dietro l'angolo.
Attenti ai saldi di stagione, quindi, visto che per quanto riguarda la finanza fare affari a tassi così modesti rischia di rivelarsi in breve tempo impossibile per i piccoli investitori privati. Che farebbero forse meglio a mantenere liquida quella frazione di reddito destinata al risparmio che, come mostrano le più recenti statistiche, il perdurare della crisi e il calo del reddito disponibile sta inducendo a far crescere nuovamente.I Bot rendono ormai poco o nulla, ma restano un bene rifugio per gli investitori.

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