Haiti, anche L'Aquila manda aiuti umanitari

La città dell'Abruzzo, colpita dal sisma lo scorso aprile, non ha voluto mancare alla catena umanitaria che si è spontaneamente creata dopo il sisma del paese centro-americano

L'emergenza non è ancora finita all'Aquila, a nove mesi dal terremoto che ha devastato la città e lasciato sotto le macerie trecento persone. Ma sono bastate poche ore per far partire anche nel capoluogo abruzzese, in piena ricostruzione, la macchina della solidarietà verso il popolo di Haiti, colpito da un sisma di proporzioni ben maggiori. "Nessuno come noi può capire quello che la gente di Haiti sta passando" afferma il sindaco, Massimo Cialente. Sono le sensazioni e i sentimenti, la tragedia di chi ha perduto i famigliari o solo la casa, al di là dei numeri e dei bilanci - che per Haiti si aggravano terribilmente di ora in ora - ad accomunare due terre così distanti. Per L'Aquila nel luglio scorso si sono mossi i grandi del mondo, le foto di Obama davanti ai monumenti feriti sono cronaca ancora oggi. Ora nella città delle Novantanove cannelle partono raccolte di fondi destinati ai fratelli oltreoceano.  "Ci sentiamo vicini, in una tragedia che colpisce un Paese povero che non è certamente dotato del sistema di protezione civile che c'é in Italia", prosegue Cialente. La Regione Abruzzo, in contatto con l'ufficio Emergenza e Cooperazione del Ministero degli Esteri, promuoverà presso la conferenza dei presidenti delle Regioni alcune iniziative di sostegno ai superstiti. "Il nostro pensiero - dichiara il presidente, Gianni Chiodi - va alle vittime e alle loro famiglie e a tutte le persone che hanno visto la vita tragicamente sconvolta in pochi minuti. Nel nostro territorio le ferite di nove mesi fa non sono ancora rimarginate, quindi abbiamo conoscenza diretta del dramma provocato da certi eventi calamitosi".
 

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