Giustizia, nessun decreto sospendi-processi

Il portavoce del ministro Elio Vito: non andrà in consiglio dei ministri. Vertice a Palazzo Grazioli

Roma. Il portavoce del ministro Elio Vito ha reso noto che non ci sarà alcun decreto sospendi-processi al consiglio dei ministri riunito a Palazzo Chigi. L'annuncio è stato dato dal ministro Vito durante la riunione dei capigruppo a Palazzo Madama con la motivazione che la sentenza della Corte costituzionale è immediatamente applicativa.
Intanto, contatti in corso da stamane, a Palazzo Grazioli, residenza del premier Silvio Berlusconi, per fare il punto sul cosiddetto 'dl sospendi processi' che il governo ipotizzava di portare oggi in Cdm ma che - come ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito - non sarà oggetto della riunione. A Palazzo Grazioli - secondo quanto si è appreso - si sarebbe recato stamane il ministro della Giustizia Angelino Alfano. Contatti ai quali avrebbe preso parte anche il consigliere giuridico del premier, Niccolò Ghedini.
    La questione ancora aperta sarebbe la durata della sospensione dei processi in corso in primo grado così da consentire all'imputato, nell'ipotesi di contestazioni suppletive in dibattimento relative a circostanze che già emergono dal fascicolo del pm, di ricorrere al rito abbreviato. I novanta giorni di sospensione, prospettati in origine nella bozza di testo sottoposta al Quirinale dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, sarebbero scesi ieri a una durata inferiore, dopo un lavorio di mediazione che ieri ha visto impegnato anche il presidente della Camera Gianfranco Fini. La decisione di non fare un decreto sembra indicare, tuttavia, che una intesa sulla durata della sospensione non sarebbe stata trovata. L'ipotesi di uno 'stop' di 45 giorni prospettata nei colloqui con il Colle potrebbe essere stata considerata insufficiente dai 'tecnici' di Berlusconi che avrebbero preferito, a questo punto, una sospensione di 60 giorni, utile anche in vista dell'imminente campagna elettorale. Per effetto del decreto, infatti, i due processi a carico del premier (Mills e Mediaset)  sarebbero sospesi.

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