Rifiuti a Palermo, Cammarata: "Raccolta normalizzata"

Il sindaco sentito dalla commissione parlamentare sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti. Ma Orlando (Idv) lo attacca: "Clientelismo, sprechi e spese dissolute per il bilancio dell'Amia"

PALERMO. La Commissione parlamentare sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti ha sentito oggi in audizione il sindaco di Palermo, Diego Cammarata sulla situazione dei rifiuti in città. "Cammarata - dice il presidente della Commissione Gaetano Pecorella - ci ha riferito che la situazione si è normalizzata dal punto di vista del servizio di raccolta dopo la crisi registrata negli ultimi mesi. Il sindaco di Palermo ha inoltre dato conto della presentazione di un piano di risanamento della azienda dei rifiuti che dovrebbe scongiurarne il fallimento".
"Il nostro auspicio - dice Pecorella - è che si continui a lavorare anche in Sicilia per costruire un sistema di gestione dell'intero del ciclo dei rifiuti, in modo da scongiurare l'infilitrazione della criminalità in questo settore".
Ma Leoluca Orlando, portavoce nazionale dell'Italia dei valori, ed ex primo cittadino del capoluogo siciliano attacca Cammarata: "Clientelismo, sprechi e spese dissolute. Il sindaco deve rispondere dei suoi gravi errori"."Per trovare alcune delle ragioni del dissesto di bilancio dell'Amia - continua - Cammarata farebbe bene a rivolgersi alle banche di affari, agli alberghi di Dubai e alle centinaia di assunti per chiamata diretta, amici, parenti e assessori".
"'L'ex municipalizzata, quando ero sindaco - aggiunge Orlando - aveva i bilanci in regola, e al momento del passaggio di gestione nel 2001 c'erano accantonamenti per investimenti futuri pari a circa 90 miliardi di lire in titoli di Stato".
"In quel periodo - conclude Orlando - l'Azienda ha fatto importanti investimenti non a Dubai, ma a Palermo e non ha  inoltre fatto mai ricorso a illegittimi aumenti della tassa rifiuti".

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