L'accordo: più cibo per le regioni povere della Mauritania

Nouakchott. Più cibo e più accesso al cibo per gli affamati delle regioni centro-orientali della Mauritania, le più a rischio del Paese. E' l'obiettivo dell'"Accordo di lotta contro l'insicurezza alimentare" firmato a Nouakchott dal ministro degli Esteri Franco Frattini e dalla collega mauritana Naha Mint Mouknass.
Oltre 4 milioni e mezzo di euro per "rafforzare la capacità delle popolazioni residenti nelle zone sahariane del centro-est mauritano" e permettere loro di affrontare le emergenze alimentari anche attraverso un Fondo di investimenti per la realizzazione di microprogetti, identificati da organizzazioni di base come cooperative e associazioni.
   In un paese desertico per l'80% del territorio e con una superficie coltivabile pari all'1%, il progetto, approvato il 10 dicembre scorso e operativo dal prossimo febbraio, ha un'altra importante caratteristica. Secondo Elisabetta Belloni, capo della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo "é mirato alle popolazioni arabe del centro-est, tradizionalmente trascurate dai donati internazionali".
La Mauritania, paese di cerniera fra il Maghreb e i Paesi dell'Africa occidentale sub-sahariana è divisa etnicamente in due gruppi distinti: gli arabo-berberi al nord, che sono il gruppo maggioritario e i neri al sud, fra i quali non si sono mai sopite del tutto le antiche tensioni.

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