E l'Ars dedica una seduta al caso Fiat

Le reazioni alle parole di Marchionne e agli scioperi spontanei. Lupo (Pd): "Il mondo politico ha il dovere di far fronte comune per difendere lo stabilimento"

PALERMO. L'Ars riprenderà domani mattina l'attività parlamentare con una seduta in cui si discuterà del caso Fiat."Sono soddisfatto per la decisione presa oggi ad unanimità dalla conferenza dei capigruppo di dedicare una seduta dedicata alla vertenza Fiat che riguarda lo stabilimento di Termini Imerese, così come avevo chiesto nei giorni scorsi". Lo dice Antonello Cracolici, capogruppo del Pd all'Ars. "Il parlamento siciliano - aggiunge - ha il dovere di  esprimersi su una vicenda dalla quale dipende il futuro di migliaia di lavoratori e lo stesso futuro industriale in Sicilia: dobbiamo mettere in campo tutte le iniziative possibili per mantenere l'attività dello stabilimento di Termini Imerese e contrastare il progetto di dismissione voluto dall'azienda".
E sono molti le voci politiche intervenute ieri sulla questione dopo le parole dell'amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, che si è scagliato contro i sindacati.
"Di quale realtà parla Marchionne? Come mai fino ad un anno e mezzo fa la Fiat considerava lo stabilimento di Termini Imerese un importante polo produttivo da rilanciare con il famoso Piano A? Perché il governo, al contrario di quanto è avvenuto nei più grandi Paesi industrializzati, continua a rimanere inerte e a subire in silenzio?". Sono le domande poste dal senatore del Pd Giuseppe Lumia."E' una menzogna - aggiunge Lumia - affermare che lo stabilimento va chiuso perché non è conveniente. Qui, infatti, ci sono le infrastrutture, c'é un buon indotto. Termini Imerese si trova nel cuore del Mediterraneo, dove nei prossimi anni si prevede un'espansione dei mercati grazie anche alla nascita dell'area di libero scambio. Perché la Fiat si ostina a trasportare le automobili da Catania? Se la Fiat utilizzasse il porto di Termini Imerese abbatterebbe i costi del trasporto ritenuti da Marchionne il vero differenziale che rende lo stabilimento siciliano sconveniente".
Gli fa eco il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo: "Il mondo politico siciliano ha il dovere di fare fronte comune per difendere il futuro produttivo e l'occupazione dello stabilimento Fiat di Termini  Imerese e delle aziende dell'indotto. E' offensivo - prosegue Lupo - il modo in cui Marchionne, ha dichiarato da Detroit 'irrevocabile' le decisione assunta per Termini Imerese. Tutti i parlamentari nazionali e regionali eletti in Sicilia difendano il mantenimento e la tutela dei livelli occupazionali dello stabilimento termitano e dell'indotto, parte fondamentale del tessuto produttivo ed economico dell'isola. Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, assuma in prima persona - dice - l'iniziativa politica intervenendo sul presidente del Consiglio, che fino a questo momento non ha detto una sola parola a sostegno della mobilitazione dei lavoratori di Termini Imerese".
Altro rappresentante Pd ad alzare la voce è il senatore Costantino Garraffa: "E bravo Marchionne, scopre adesso che la Fiat è un'azienda internazionale, peraltro grazie ai soldi degli italiani. Dimentica che lo scorso anno si è impegnato a garantire lo stabilimento di Termini Imerese, attraverso la realizzazione della nuova Ypsilon".
Paolo Ferrero, della Federazione della sinistra, afferma: "La Fiat e il Governo a Termini Imerese stanno distruggendo l'occupazione a Termini e in tutta la Sicilia, con il rischio che ai lavoratori siciliani non resti nessun futuro dignitoso e che restino in campo solo lavoro nero, disoccupazione e criminalità, proprio come è successo a Rosarno". Infine, Gianni Pagliarini responsabile Lavoro della Federazione della sinistra: "Da Marchionne meno ramanzine e più rispetto per i lavoratori ed i soldi pubblici che, in tutti questi anni, Fiat ha incassato non certo per licenziare o per chiudere stabilimenti".

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