Tutto sull’Opus Dei

In un libro raccontati i segreti sulla vita dei numerari, sulla caccia alle vocazioni; si raccontano le storie di documenti non ufficiali occultati dalla Chiesa

Da secoli l’Istituzione Chiesa cattolica ha suscitato critiche, attacchi durissimi di laici e religiosi. Non sono mai mancati libri-inchiesta da parte di scrittori e giornalisti. Se mettessimo in fila i saggi pubblicati negli ultimi anni potremmo facilmente riempire una libreria di una grande parete. Ci limitiamo quindi a segnalarne alcuni usciti di recente.
Innanzitutto una ricerca molto originale di Emanuela Provera (una giornalista cattolica, dal 1986 al 2000 numeraria dell’Opus Dei), dal titolo «Dentro l’Opus Dei - Come funziona la milizia di Dio» (Chiarelettere). Si tratta di una interessante e sofferta testimonianza dell’interno di quest’Ordine, che, per la verità, è da sempre ammantato dal mistero. Nel libro si svelano i segreti sulla vita dei numerari, sulla caccia alle vocazioni; si raccontano le storie di documenti non ufficiali occultati dalla Chiesa, i meccanismi di manipolazione delle coscienze, come viene attuato il distacco dalle famiglie, l’espropriazione dei beni, il lavoro non retribuito, ecc.
Il libro nasce da un forum on-line non aperto a tutti. Per oltre un anno si sono «incontrati» gli ex numerari italiani che hanno raccontato la loro esperienza all’interno dell’Opus Dei nel mondo. Esperienze maturate nell’integralismo religioso che si è concentrato anche nella costruzione di asili nido, centri sportivi, scuole, residenze universitarie e così via. Con i fondi di questa potente organizzazione cattolica, ma anche dello Stato. Per la prima volta si ha dunque un’idea complessiva di come funziona la «milizia» creata da Josemaria Escrivà De Balaguer, diventato santo. C’è però in questo libro un episodio curioso che vorrei citare. Riguarda Marcello Dell’Utri che, negli anni ’60, era direttore sportivo di un centro di formazione dell’Opus Dei, nel quartiere Tiburtino di Roma, mentre a Palermo allenava una squadra di calcio(«il famoso Bacigalupo»). Un giorno il senatore del Pdl incontra un gruppo di ragazzi dell’Opus Dei, con un sacerdote, Bruno Padula. Dice: «Fu lui a farmi incontrare Silvio Berlusconi. Quel sacerdote era un grande ammiratore di Silvio. ”È un ragazzo in gamba, se vai a Milano, chiamalo”. Lo chiamai e Berlusconi mi incaricò di allenare una squadra di calcio, la Torrescalla-Edilnord, dal nome della residenza dell’Opera e dell’impresa di Silvio. Io allenavo, Berlusconi finanziava, suo fratello Paolo giocava centravanti». C’è poi un giornalista, Claudio Rendina, che nella sua vita si è occupato di tutto ma che da qualche anno si è concentrato sulla storia, gli aneddoti e le curiosità che riguardano la Chiesa cattolica. Naturalmente non mancano le denunce e le «rivelazioni» sui tanti segreti del Vaticano nei due libri che ha scritto in poco tempo per la Newton Compton: «La santa casta della Chiesa» e «I peccati del Vaticano». Il primo libro ha suscitato maggiore interesse fra i lettori. Si occupa, fra l'altro, del traffico delle reliquie, della gestione delle catacombe, delle tariffe per la visita ai luoghi santi e «per la remissione dei peccati». L’autore cioè racconta le vicende che hanno portato la Chiesa ad occuparsi non solo dello spirito ma anche di attività commerciali, di riciclaggio di denaro «sporco» attraverso la compravendita di immobili e affari finanziari. Tutte cose note da tempo. Nel secondo libro, Rendina amplia la sua analisi, ma rimane molto superficiale e soprattutto, per sfruttare il successo di vendite del primo saggio, cerca di riproporre le stesse tematiche, aggiungendo lo scandalo dei preti pedofili e altre malefatte del Vaticano. Francamente, a parte la scrittura accattivante, non ci è sembrato molto originale, visto che non svela nulla e non denuncia nulla di quanto già non si sapesse nelle centinaia di libri e articoli giornalistici sulla stessa materia. Infine, parliamo di un libro di analisi sulla politica attuale della Chiesa, scritto da un cardinale anonimo e da Olivier Le Genere, «Orgoglio e pregiudizio in Vaticano» (Piemme). Certo non giureremmo mai sulla credibilità di un «cardinale anonimo» e di «un grande conoscitore degli ambienti cristiani», ma il libro è sicuramente di un certo interesse perchè ripropone temi di grande attualità su cui il Vaticano dovrà confrontarsi e prendere, prima o poi, delle decisioni. La scelta della conservazione non è riproponibile troppo a lungo perché la Chiesa rischia di parlare solo a sé stessa perdendo sempre più terreno in Italia e nel mondo. Come sempre più numerosi uomini e donne di chiesa vanno ammettendo.

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