Caso Togo: i giocatori vogliono giocare, il premier:"Tornate a casa"

Dopo l'attentato al pulman della nazionale avvenuto venerdì, e che è costato la morte di tre persone, c'è confusione su cosa farà la squadra. In mattinata diffusa la voce della partecipazione alle coppa d'Africa, ma il capo dello stato africano ha ordinato il dietro front. Adebayor: "Valigie già pronte"

La Confederazione di calcio africana (Caf), che non ha ancora ricevuto dal Togo la richiesta ufficiale di ritiro dalla Coppa d'Africa, ha annunciato in serata che non punirà il Paese per aver dato forfait dopo l' attacco di venerdì alla sua Nazionale, in cui sono morti due componenti del team; e che le partite del gruppo B, ridotto a tre squadre, si svolgeranno come previsto a Cabinda.   Il governo di Lomé aveva annunciato ieri la decisione di richiamare la Nazionale.  "Avendo il presidente della Caf dato carta bianca al Togo, non vi sarà sanzione in caso di ritiro", ha dichiarato Moustapha Fahmi, segretario generale della Caf, il cui regolamento commina l'esclusione dai due successivi tornei
continentali in caso di forfait. Ma ancora oggi regna la più totale incertezza: questa mattina l'Equipe aveva annunciato l'intezione dei giocatori del Togo si disputare comunque la manifestazione. Secondo Romao, uno dei giocatori "la decisione di giocare è stata presa  all'unanimità in un incontro dell'intera delegazione". "Persone sono morte ed altre sono rimaste ferite per la  Coppa d'Africa: non possiamo dimenticarli ed abbandonare tutto  come codardi. Saremo lunedì in campo contro il Ghana", ha  dichiarato il centrocampista, che in Francia gioca col Grenoble. Ma il premieri del Togo non la pensa allo stesso modo: "C'é un aereo pronto per riportare a casa la nazionale di calcio del Togo", ha detto il primo ministro Gilbert Fossoun Houngbo, si legge sul sito online della BBC. Il premier questa mattina aveva ribadito la posizione del governo di Lomé secondo cui la squadra del Togo deve rientrare in patria "oggi stesso", e di fatto così ritirarsi dalla Coppa d'Africa. Posizione contraria rispetto a quella di molti calciatori che hanno espresso la volontà di restare, e di giocare. Ma a mettere tutti d'accordo, nel primo pomeriggio, è arrivata la parola del capitano e giocatore più rappresentativo, cioè il fuoriclasse dell'Arsenal Emmanuel Adebayor: "Avevamo fatto una riunione tra noi calciatori ieri e avevamo deciso che giocando avremmo fatto qualcosa di buono per il nostro Paese, in segno di rispetto per coloro che sono morti. ma, sfortunatamente, il Capo di Stato e le autorità del nostro Paese hanno preso una decisione diversa, quindi facciamo le valigie e torniamo a casa"
  

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