Avatar, il Vaticano: tecnologia senza emozioni

L’Osservatore Romano: “Il tutto si riduce a una parabola antimperialista e antimilitarista che non ha lo stesso mordente di pellicole più impegnate”

Città del Vaticano. "Costi enormi ed effetti speciali di ultima generazione per il film Avatar di James Cameron in uscita nelle sale italiane" il 15 gennaio - affermano quasi all'unisono l'Osservatore romano e Radio Vaticana - ma la tecnologia non riesce a tradursi in emozione, e la storia si perde in un polpettone sentimentale.
"Tanta stupefacente tecnologia da incantare, ma poche emozioni vere, emozioni umane per intendersi – scrive l'Osservatore - in un mondo di alieni pur eccezionalmente immaginato e rappresentato". "La rilevanza del film – aggiunge il giornale vaticano - sta nell'impatto visivo più che nella storia, piuttosto scontata, e nei messaggi peraltro non nuovi, già al centro, talvolta con ben altro spessore, di diverse pellicole alle quali il regista si richiama più o meno apertamente, da 'Piccolo grande uomo' a 'Balla coi lupi', da 'Un uomo chiamato cavallo' a 'Pocahontas' ".
"Il risultato visivo - ammette l'Osservatore - è affascinante", ma "Cameron, più concentrato sulla creazione del fantastico mondo di Pandora, sceglie un approccio blando; racconta senza approfondire e finisce per cadere nel sentimentalismo. Il tutto si riduce a una parabola antimperialista e antimilitarista facile facile, appena abbozzata, che non ha lo stesso mordente di pellicole più impegnate su questo fronte".
Al Vaticano non piace poi il vago "panteismo" suggerito dalla pellicola. Il film - sostiene la Radio Vaticana - "strizza abilmente l'occhio a tutte quelle pseudo-dottrine che fanno dell'ecologia la religione del millennio. La natura non è più la creazione da difendere, ma la divinità da adorare, mentre la trascendenza si svuota materializzandosi in una pianta e nelle sue bianche liane che nutre gli spiriti diramandosi nella forma di un vero e proprio panteismo", tuttavia "abbastanza innocuo".
Il miracolo tecnologico - osservano gli organi di informazione della Santa Sede – confermerà prevedibilmente anche in Italia gli incassi record già registrati altrove, ma il film - sostiene l'emittente vaticana - "non segnerà la storia del cinema".

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