Una guerra a Rosarno: trasferiti 250 immigrati

Scontri e caccia al nero. Trentasette i feriti, due stranieri in gravi condizioni. Applauso alla partenza del pullman carico di extracomunitari

Rosarno. A Rosarno ormai é caccia all'immigrato e la tensione in paese si è fatta altissima. Le violenze contro gli immigrati da parte di abitanti del paese si susseguono. E' la conseguenza della rabbia dei cittadini per il mancato sgombero immediato degli immigrati che qualcuno avrebbe voluto.
Vera e propria guerriglia, ormai, per la quale ha chiesto uno stop immediato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Fermare senza indugio ogni violenza", ha auspicato il Capo dello Stato. Già dalla mattina di ieri Napolitano aveva chiesto informazioni al prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, sui fatti cominciati la sera precedente, chiedendo di essere informato sull'evolversi della situazione. Poi, in serata, quando sono giunte notizie di nuovi feriti, anche gravi, ha ritenuto che fosse necessario lanciare l'appello per cercare di riportare la calma e favorire un confronto su come affrontare la situazione.
   Le violenze e le devastazioni messe in atto l'altro ieri dagli immigrati, dopo che due loro connazionali erano stati feriti con colpi di fucile caricati a pallini, conseguenza a quanto pare di un banale litigio accaduto nella stessa giornata, hanno scatenato la rabbia degli abitanti di Rosarno, che hanno deciso di reagire con altrettanta violenza. Si è scatenata così una vera e propria caccia all'immigrato, con un avvertimento: gli immigrati devono andarsene ed in ogni caso non saranno più tollerate loro incursioni violente in paese.
   E' questo il "messaggio" chiaro e netto lanciato dagli abitanti di Rosarno, che non credono ai piani delle autorità per il controllo della situazione o alle promesse di chi dice che gli immigrati prima o poi verranno mandati via. Il problema, per molti, va risolto subito e definitivamente. E non ci sono mezze misure. Il bilancio riferito dalla Prefettura di Reggio Calabria parla di 38 feriti. Tra loro, 20 extracomunitari, due dei quali in gravi condizioni, presi a sprangate. Uno stranieri invece è stato colpito a bastonate e ha chiesto di essere soccorso. Altri due ieri sono stati gambizzati con colpi di fucile caricato a pallini: vivevano in un casolare abbandonato tra Rosarno e Laureana di Borrello. Le loro condizioni, comunque, non sono gravi e sono stati ricoverati nell'ospedale di Polistena. Feriti anche 18 rappresentanti delle forze dell'ordine, nessuno dei quali grave. Ma è un bilancio, che a questo punto, appare assolutamente parziale.
   Nella serata di ieri c'é stata anche una sassaiola tra alcuni abitanti, che hanno tentato di avvicinarsi e accerchiare la struttura di ricovero ex Esac e le centinaia di immigrati che vi sono accampati. E' stata costruita una barricata, composta da auto, copertoni e cassonetti dei rifiuti, per impedire agli immigrati di fare altri raid in paese. Gli abitanti che stanno attuando il blocco sono armati di spranghe, bastoni ed hanno con loro taniche di benzina.
   Intanto, all'una di oggi, sono partiti da Rosarno nove pullman con i circa 250 immigrati che occupavano l'ex "Rognetta". La partenza dei mezzi è stata salutata da un applauso di un gruppo di cittadini che stazionava in zona.

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