“Nomina non valida”, dirigente della Croce rossa condannato

Giovanni Puleo, dovrà pagare 22 mila euro per aver incaricato Virgilio Pandolfi della revisione contabile mentre era già capo dipartimento amministrazione e patrimonio della Cri

Palermo. La nomina di un revisore contabile “ineleggibile” è costata una condanna al pagamento di 22 mila euro in favore della Sise spa a un dirigente del Comitato regionale della Croce Rossa Italiana. Si tratta di Giovanni Puleo condannato dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale siciliana presieduta da Luciano Pagliaro) al risarcimento danni nei confronti della società che gestirà ancora per pochi mesi il 118 in Sicilia (e di cui la Cri è socio unico) per la nomina di Virgilio Pandolfi rimasto in carica nella veste di revisore tra l'ottobre del 2004 e l'ottobre del 2007.
La nomina era stata deliberata il 7 ottobre del 2004 dall'assemblea degli azionisti della Sise, ossia dalla stessa Croce Rossa, in quell’occasione rappresentata da Puleo.
I magistrati contabili nella sentenza hanno scritto che «pur provvisto di titoli professionali» Pandolfi non avrebbe potuto ricoprire quel ruolo perché all'atto della nomina rivestiva già l'incarico di capo dipartimento amministrazione e patrimonio del comitato centrale della Croce Rossa. La nomina è dunque illegittima perché Pandolfi era ineleggibile in quanto «legato alla società controllante da un rapporto di lavoro» e quindi non in grado di garantire l'imparzialità richiesta dalla funzione di revisore contabile.
La Procura contabile ha quindi ravvisato un conflitto d'interessi, tesi accolta dal collegio giudicante. Il pm Gianluca Albo aveva chiesto la condanna di Puleo al risarcimento dei compensi percepiti in tre anni dal revisore (220 mila euro) ma secondo i giudici della colpa non può essere imputato solo Puleo in quanto sarebbe stato compito del collegio sindacale rilevare la contrarietà alla legge della nomina: “Attesa la rilevanza dell'omissione del collegio sindacale - si legge nella sentenza - la responsabilità dell'accertato danno a Puleo appare quantificabile nella misura del 10% dell'intero”.
Il servizio 118 è stato affidato nel 2001 in regime di convenzione alla Cri che lo ha fatto gestire dal 2002 alla Sise. La convenzione è stata prorogata più volte con apposite leggi e non sono mancate polemiche sul numero dei dipendenti, consulenze d'oro e presunti sprechi di risorse pubbliche.
L'anno scorso la svolta dell’attuale assessore alla sanità Massimo Russo che ha deciso di non rinnovare la convenzione con la Sise in scadenza lo scorso 31 dicembre e di affidare il servizio a una società consortile a capitale pubblico, la Seus-Sicilia emergenza urgenza sanitaria (51% Regione e 49 le 17 Asp siciliane) a partire da gennaio. Ma a gestire la fase di transizione, che dovrebbe concludersi entro tre o quattro mesi, sarà la stessa Sise. Al nuovo consorzio dovrebbero passare anche tutti i dipendenti che sono circa 3.500.

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