Di Pietro: gli elettori siciliani traditi

Il leader di Idv a Palermo: Lombardo deve dimettersi perché non ha più la sua maggioranza

Palermo. "Il voto degli elettori va rispettato. Riteniamo quindi umiliante utilizzare il consenso che alcuni parlamentari hanno ottenuto alle urne per appoggiare la coalizione avversaria". Lo ha detto il leader di Italia dei Valori Antonio Di Pietro oggi a Palermo.
"Oggi in Sicilia il governo è retto da un gruppo di esponenti al parlamento siciliano che non rappresentano la maggioranza - ha aggiunto - è un tradimento. Chiediamo che si ritorni a votare. Il presidente della Regione siciliana, si è candidato nelle fila del centro destra appoggiato da alcuni esponenti di quella coalizioni dal passato poco cristallino - ha concluso -. Se non riesce a convincere gli esponenti eletti a governare come vorrebbe, doverosamente deve dimettersi. Ma invece ha fatto proposte ad esponenti del centro sinistra che hanno venduto l'anima al diavolo".
Di Pietro è intervenuto anche sul caso Fiat: "Se la Fiat intende disimpegnarsi da Termini Imerese, venda impianti, terreni e autorizzazioni dello stabilimento alla Regione siciliana per il prezzo simbolico di un euro affinché la pubblica amministrazione promuova una gara internazionale per cedere il pacchetto a un grande produttore automobilistico straniero". "Non è una proposta campata in aria, né una provocazione politica - ha osservato -. Sappiamo che c'é un grosso produttore internazionale interessato e abbiamo il concreto timore che ci sia un'operazione di speculazione finanziaria di quell'area da parte di qualche pseudo imprenditore del nord, che si ritroverebbe ad avere valore aggiunto da un'area acquistata con quattro soli".
"Non possiamo accettare - ha affermato - che la Fiat continui a prendere finanziamenti buttando al cesso quello che non le serve più e mandando nella discarica migliaia di posti di lavoro. Il Lingotto lasci fare ad altri quello che non vuole fare più a Termini Imerese. Presenteremo la nostra proposta lunedì alla presidenza del Consiglio dei ministri".
L’ultimo riferimento è sulla criminalità organizzata: "La mafia si combatte con mezzi, uomini e strutture e non con le chiacchiere. In questa finanziaria e nelle ultime leggi il governo Berlusconi ha ridotto mezzi, uomini e strutture. Gli arresti li fanno le forze dell'ordine e i magistrati - ha concluso - a prescindere da questo o quel Governo".

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