L'intervista. Pace: ora la Regione pensi al bene della Sicilia

Il presidente di Unioncamere: “Su export e turismo serve una svolta. Non è possibile che la promozione di nostri prodotti sia affidata al singolo imprenditore o a missioni improvvisate”

«Spero si sia conclusa la stagione delle beghe e che il governo cominci a legiferare nell’interesse della Sicilia». Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia si affida alla diplomazia nel suo giudizio sulla nascita del Lombardo ter. Anche se qualche dubbio non tarda ad affiorare tra le parole centellinate con cura.
Cosa pensa del Lombardo ter?
«Non mi compete entrare nel merito delle questioni politiche spero solo che si cominci a lavorare per fare crescere la nostra regione».
Ci sarà la stabilità politica per farlo?
«Il presidente della Regione è stato eletto dai cittadini ed è legittimato a fare le scelte che ha fatto, speriamo bene. Ho qualche dubbio ma mi auguro che quantomeno si sia conclusa la stagione delle beghe che ha portato all’immobilismo».
Quali sono i provvedimenti più urgenti secondo lei?
«Bisogna capire che se non si aiutano le imprese l’economia non si rimetterà in moto e mi riferisco alle pmi che sono la colonna del nostro sistema imprenditoriale. Ci sono settori, come l’artigianato ma non solo, che aspettano da anni la liquidazione dei contributi per l’assunzione di giovani apprendisti o i contributi in conto interessi per i finanziamenti con i confidi. Quindi innanzitutto bisogna chiudere queste pratiche che si trascinano da tempo per ridare ossigeno alle nostre imprese. E va avviata una vera stagione di dialogo con le categorie produttive per delineare una strategia di sviluppo condivisa e ritagliata sulle caratteristiche del territorio. Sono sicuro che l’assessore Venturi, da imprenditore, avrà la sensibilità giusta per ascoltare le imprese».
Su cosa bisogna puntare a suo parere?
«Export e turismo, ma serve una svolta. Non è possibile che la promozione di nostri prodotti e della nostra regione sia affidata al singolo imprenditore o a missioni improvvisate. Serve una regia unica fatta di persone competenti. Devo comunque dare atto al governo di avere coinvolto gli enti camerali nella promozione all’estero assegnando loro delle risorse. È un primo passo».
A che tipo di turismo pensa?
«Una maggiore attenzione a tutti i tipo di turismo e in tutti i suoi aspetti. Per esempio bisogna potenziare i collegamenti aerei. A questo proposito per noi sarebbe un danno se Ryanair interrompesse il servizio con l’Italia così come ha annunciato. Grazie a questa compagnia molti stranieri arrivano in Sicilia».
Fondi Ue: qual è la sua ricetta per non sprecarli?
«Almeno il 50% andrebbero destinati alla viabilità per modernizzare la Sicilia il resto alle imprese e alla ricerca. Serve anche più controllo per assicurarsi che finiscano nelle mani giuste».
Che ne pensa della Banca del Sud?
«Ben venga se finanzierà le pmi, cosa che non fanno le grandi banche in Sicilia che danno i numeri dei finanziamenti ma non dicono che li hanno riservati a poche grandi imprese».
Sempre più spesso si accusa lo Stato centrale per il sottosviluppo della Sicilia, è d’accordo?
«Certo lo Stato non dovrebbe ostacolarci nell’attuazione dello Statuto autonomistico ma è necessario anche che i parlamentari siciliani eletti a Roma si impegnino per gli interessi della Sicilia anche se già lo fanno. Ma dovrebbero farlo di più come fanno i leghisti per i loro territori».

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