Commissariato di Cefalù sfrattato, solidarietà dalla polizia

Il ministero dell'Interno ha ritardato oppure omesso di pagare canone e interessi di affitto al proprietario dell'immobile che ospita gli uffici

"Se la cultura della lotta alla mafia si alimenta di simboli - uomini, luoghi, atti di eroismo - bisogna dare atto al Governo di una straordinaria capacità di concentrare l'attenzione su questi simboli: purtroppo in negativo". A sostenerlo è Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp - il Sindacato indipendente di Polizia – commentando la notizia dello “sfratto” del commissariato di polizia di Cefalù, guidato da Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia nella strage di via D'Amelio il 19 luglio del 1992. Il commissariato di polizia di Cefalù, infatti dovrà al più presto lasciare la sede che attualmente occupa. L'ufficiale giudiziario ha notificato un provvedimento di reimmissione in possesso per il proprietario, che equivale a una sorta di sfratto. La causa: il ministero dell'Interno ha ritardato oppure omesso di pagare canone e interessi. Inoltre tra il ministero e il proprietario non sarebbe mai stato stipulato un contratto, ma solo un accordo informale.
"Vittime del dovere dimenticate - prosegue Maccari - familiari abbandonati a se stessi, nessun sostegno ai poliziotti impegnati nelle prime linee del contrasto alle più potenti organizzazioni mafiose. E ancora, l'ordine di servizio della scorta di Giovanni Falcone - falcidiata dal tritolo della strage di Capaci - finito tra i fogli di carta da riciclare: questi, al di là delle roboanti dichiarazioni, sono i simboli della cultura antimafia del governo. E così, mentre i politici si fanno belli grazie all'arresto di pericolosi latitanti da parte di capaci e valorosi poliziotti, accade che in una terra di frontiera come la Sicilia un importante commissariato venga 'sfrattato'". "Il Coisp - conclude Maccari - esprime la massima solidarietà al dirigente Borsellino, ai colleghi del commissariato ed a tutti i cittadini di Cefalù, per il grave disagio provocato dalla vicenda, che purtroppo non è isolata".

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